I miei racconti
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- Passatore 2010 (30/05/2010, ore 14:30)
Sparo, pronti e via! mentre passiamo sul tappeto uno spettatore ci urla: "Dai che siete quasi arrivati!!!".
Mentre muovo i primi passi rifletto a quanta verita' ci sia in quelle parole. Il mio Passatore e' cominciato a Novembre, dopo la maratona. Ripenso alle salite ghiacciate di Central Park, le ripetute sotto la neve, poi i primi lunghi coi guanti e il cappellone. Arriva la primavera, piano pianoi km aumentano da 80 alla settimana fino a 120, il primo giro di Manhattan, le maratone di test, le uscite sotto il sole cocente per abituarsi alla temperatura. Poi inizia lo scarico e a due settimane dalla gara, quello che sembrava un piccolo fastidio senza importanza, improvvisamente si trasforma in un dolore al tallone che colpisce come una pugnalata e mi costringe a finire zoppicando una corsetta di 10km di scarico.
Basta un occhio su internet per capire che si tratta di classico caso di fascite: il tempo di guarigione si misura in mesi. Mi metto completamente a riposo, gamba alta, ghiaccio, stretching. Due giorni dopo il medico mi esamina, fa delle lastre e conferma: fascite plantare, riposo, antiinfiammatori, stretching, plantari e fra 4 settimane vediamo se e' migliorata. Altri quattro giorni di riposo e comincio a poter mettere il piede a terra senza dolore. Vado a vedere un fisioterapista che mi apre uno spiraglio. Innanzitutto capisce al volo che la fascite e' esacerbata da un appoggio errato in fase di rullata e mi insegna una piccola correzione che immediatamente riduce il dolore e mi consente di correre per 5 minuti senza problemi. Poi mi impacchetta il piede con lo scotch e mi fa correre 20km. Superato il test ho la sua benedizione per presentarmi alla linea di partenza. "It will hurt!" sono le sue ultime parole.
La mattina di Sabato un "amico di un amico che tratta i calciatori" tira fuori dal frigo un vaso Bromioli pieno di una pasta marrone, me la spalma sul piede e mi fascia piede e caviglia. Sono pronto. Penso di poter fare sui 20km, magari arrivare a Borgo San Lorenzo, poi si vedra'...
I primi passi della gara sono un po' incerti. Mi preoccupano i lastroni irregolari del centro di Firenze, poi mi sciolgo. La fasciatura fa il suo dovere, devo solo stare concentrato e rullare correttamente. Ogni volta che sgarro e' una pugnalata al tallone. Sono con un gruppo di amici che punta alle 12 ore, ma dopo poco sento che il mio passo e' vicino ai 5:20, saluto e allungo. Le sensazioni sono buone, fa molto caldo, ma vengo su sciolto fino a Fiesole, poi tranquillo fino a vetta le Croci e inizio a scendere. Sento stringere sul tendine dell'alluce, mi fermo e allento la fascia, ma ai 30km la fascia cede completamente. La tolgo e provo a continuare senza fino a Borgo San Lorenzo. Non e' cosa. Subito dopo il paese mia sorella che mi segue in bici mi passa i nastri adesivi e improvviso una fasciatura di sostegno per la pianta del piede. Mi riecheggiano nella mente le parole di un vecchio telefilm: "Signori, possiamo ricostruirlo!" (chi si ricorda il titolo della serie?).
Riparto e affronto la salita della Colla. Devo aver fatto un lavoro dignitoso, perche' non sento piu' dolore. In un paio d'ore sono in cima, sono passate 4ore e tre quarti, sono in anticipo sulle mie piu' rosee previsioni e c'e' ancora luce. Cambio maglia, metto i catarifrangenti e comincio a scendere.
La discesa e' un massacro. Provo a diminuire l'appoggio sulla gamba destra, ma dopo pochi km arrivano i crampi all'addutore sinistro. Un po' di stretching e riparto, cambio di nuovo l'appoggio del piede, il dolore alla pianta diminuisce, ma sento che le dita battono da qualche parte. Dopo pochi km quello che era un fastidio diventa dolore. Poco dopo Crespino tolgo la scarpa e il calzino rosso di sangue. Vedo che ho perso due unghie, una e' rientrata nel dito e lo fa sanguinare. La mia fasciatura improvvisata mi ha strappato la pelle sul dorso del piede. Decido che per questa volta ho chiesto abbastanza al mio piede destro. Mia madre ci raccoglie in macchina e mi faccio medicare a Marradi. Mentre rientriamo vedo gli altri altleti scendere dalla Colla e vorrei tanto continuare anch'io fino a Faenza. Questa volta non e' possibile. Ho avuto meno di quanto mi aspettavo un mese fa, ma molto di piu' di quanto avrei sperato una settimana fa, quando sembrava escluso che potessi anche partire. La gara rimane come me la ricordavo, di una bellezza unica, e finche' e' durata avrei voluto che non finisse mai.
- Mezza del Bronx 2009 (08/02/2009, ore 21:20)
Senza neanche bisogno della sveglia, mi alzo alle 5 e faccio colazione. Dopo tre mesi di preparazione oggi si corre la mezza del Bronx, obbiettivo: migliorare il personale di 1:20.
E' arrivata dell'aria calda dalla Florida, ci sono 10 gradi e la neve si sta sciogliendo. Dopo un oretta di metro con altre migliaia di runners arrivo nel Bronx e il fiume umano si dirige alla partenza. Mi cambio e faccio riscaldamento, le gambe non mi danno buone sensazioni. Decido di partire un po' dietro e vedere come va. Partenza tranquilla, ma sono nervoso, comincio a superare un po' di gente. Al primo miglio il crono mi dice 3:55 al km. Troppo lento. Comincio a spingere un po' di piu'. Macino un paio di miglia un pelo piu' rapide e al terzo miglio sono in tabella di marcia per 1:19-1:20. Le gambe si sono sciolte, ma sento di faticare piu' del dovuto. Il percorso che pensavo fosse in piano e' tutto un saliscendi e c'e' un vento di traverso che spezza l'andatura. Per fortuna passa un trenino di 5-6 persone che viaggiano sul 3:47, mi attacco e ci diamo il cambio per tagliare il vento. Verso i 13 km il gruppo comincia a rallentare, in tre decidiamo di forzare un poco e aumentiamo l'andatura. Soffro un po', ma se voglio fare il personale devo restare attaccato. Al 17km pero' mi accorgo che stiamo di nuovo rallentando. Gli altri due del gruppo cambiano marcia, provo ad accodarmi, ma e' una follia, stanno girando sui 3:45 e non sarei in grado di finire. Lascio perdere, rallento vistosamente, sto girando attorno ai 3:55-4:00 al km e il personale e' oramai un miraggio. C'e' un punto dove si gira per tornare indietro, conto le persone che passano per vedere la mia posizione. Scopro che ho davanti meno di 40 persone. Stringo i denti e cerco, se non di migliorare, almeno di tenere la posizione. Per fortuna stanno scoppiando un po' tutti, un paio mi superano, un po' li riprendo e chiudo in 1:21:24, 34 assoluto e 5 di categoria su 3600 persone. Crono fetente, ma va bene lo stesso. Ora ho fame.
- Resoconto spedizione Amudsen - 2 - (25/01/2009, ore 19:19)
Per fortuna ho calcolato bene i tempi, quindi resto fermo solo 10 minuti e poi si va. Visto il clima e il percorso con 300 metri di dislivello, avevo programmato di partire piano, sui 4:00-4:05 e poi nella seconda meta' aumentare per finire gli ultimi 3-4 km sui 3:45. In realta' va finire che parto sui 3:50 e dopo poco mi attesto sui 3:55. Al terzo "rinfresco" mi fermo per prendere un po' di Gatorade. Per berlo servirebbe il cucchiaio, perche' e' diventato una granita. Ne butto giu' un po' e mi si pianta sullo stomaco per i prossimi 10 km. Altra lezione imparata: lasciar perdere i rinfreschi se la temperature esterna e' inferiore a quella del tuo surgelatore.
Fra salite e discese continuo a stare sui 3:55, ho i denti talmente gelati che sarebbe possibile estrarmi gli incisivi senza anestesia, a un tipo davanti il sudore ha formato delle palline di ghiaccio sui capelli, sembra una specie di albero di Natale. Lascio perdere lo sprint finale, accellero solo quando la prima delle donne mi sta per passare e la brucio sul traguardo finendo in un dignitoso 1:22:58. All'arrivo prendo uno stecco e comincio a sbriciolare il mio Gatorade. Sono comunque soddisfatto del test, fra due settimane ci sara' la gara vera, con percorso un po' piu' piatto e (si spera) qualche grado in piu' di temperatura.
- Resoconto spedizione Amudsen (25/01/2009, ore 19:18)
Come anticipato ieri sul forum, oggi era in programma un lungo con 10Km in progressione seguiti da gara di mezza maratona. La sveglia alle 5:00, come ogni giorno, viene gentilmente fornita da mio figlio che urla come un ossesso pretendendo: bibe, coccole, giochini e una fettina di culo. MI alzo, e come di tacito accordo con mia moglie, lo ignoro fino alle 6:00 sperando (invano) che si riaddormenti. Alle 6:15 lo prendo su per regalare ancora tre quarti d'ora di sonno al resto della famiglia. Alle 7:00 sono pronto ed esco. Sono un po' assonnato, ma aprire la porta di casa mi da' una scarica che nemmeno 10 caffe'. La temprature esterna e' -10 gradi e ad ogni respiro sento l'aria gelida che mi brucia i polmoni. Decido di partire piano, ma mi accorgo subito che se vado troppo piano congelo, opto per un ritmo medio, e al diavolo la progressione. Dopo 5km arrivo alla sede dei New York Road Runners e ritiro il pettorale, il chip e la maglietta ricordo. Con le dita semicongelate attacco il pettorale alla maglia e il chip alla scarpa e riparto, con un mezzo giro del parco sono alla partenza.





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