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I miei racconti

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  • Il Passatore (1^ parte) (07/06/2011, ore 14:00)

“Chi sputa in aria in faccia gli ritorna” questo sembra essere il mio rapporto con la corsa!
Qualche anno addietro il giorno della maratona di “casa” mentre gli ansimanti in mutande passavano a pochi metri da me, io ero nel cortile di casa intento a cuocere la carne sui carboni e tra una costina ed una salsiccia mi chiedevo chi (*****) glielo faceva fare. Dopo qualche anno sono passato dinanzi casa, in mutande e pure ansimante a correre per raggiungere Carpi sulle mie gambe.
Lo scorso anno ho avuto il piacere di fare l’assistente al mio amico Giò che dopo quindici anni tornava a correre per la sesta volta il Passatore ed io purtroppo non riuscii a correre con lui nemmeno un metro perché il mio ginocchio era fuori uso. Ricordo tutto, la partenza di questi eroi, le salite, i tornanti, il cartello con scritto 42,195 km quando non sei nemmeno a metà gara, il passo della Colla, il buio, la notte, il freddo, l’umidità della pioggia caduta il pomeriggio e tutte quelle lucine ballonzolanti nel cuore della notte. E sì, anche quel giorno guardando i cartelli illuminati dalle luci della mia Smartina 80, 85, 90, 95,96,97 e così via, mi son detto: Questi sono matti!!! Non ci penso nemmeno a fare questa pazzia!!!
Ed ecco che lo sputo lanciato in aria l’anno scorso in una notte di fine Maggio, mi è tornato in faccia un pomeriggio di fine Maggio!
Il sassolino nello stagno l’aveva lanciato Giorgio Garello, mentre facevamo due chiacchiere nello stand Asics alla maratona di Treviso.. se vuoi toglierti qualche sfizio approfittane con tutte le maratone da pacer che stai facendo quest’anno, difficilmente ti capiterà un’occasione del genere! Mentre mi parla, penso a quei matti con la lampada che corrono nella notte, no grazie non fa per me, il mio grande obiettivo era diventare “ultramaratoneta” alla 6 ore dei templari e dove poi riuscirò a superare i 50 km.. per me un grandissimo traguardo. Passato qualche giorno di riposo per non caricare molto il mio debole telaio, un pomeriggio esco per fare i miei soliti 10 km e noto che qualcosa in me è cambiata, quei 10 sono diventati 24 e si sono fermati a 24 solo perché era tardi e non avevo ancora giocato con i miei bambini che di li a poco sarebbero andati a letto. Torno a casa con la promessa che all’alba sarei uscito ancora a calcare la stessa strada e valutare le sensazioni, sembro inarrestabile, lento sì, ma sempre pronto a spingere all’occasione. Così dopo qualche giorno accompagno i bimbi all’asilo e mi invento un bel 30 km in progressione, torno a casa, doccia, mangio al volo e vado al lavoro(in ritardo), anche quel giorno sensazioni positive nonostante il turno di lavoro in fabbrica.
Comincio a pensare seriamente al Passatore, ma non ho coraggio, nonostante la compagnia del mio amico Giò, cerco di corrompere Roberto su Facebook per farmi compagnia, ma lui desiste (lo capisco) e s’invoglia per il prossimo anno. Così a pochi giorni dalla scadenza mi iscrivo, ormai non posso più tornare indietro ci sono dentro, comincio a perdere il sonno a farmi camomille nel cuore della notte, cominciano le preoccupazioni arriva la febbre che mi butta giù, mi sento veramente una pezza, ma poi pian piano torna la quiete, la notte si dorme, il fisico ritorna in forma e così mi avvicino al Sabato mattina.


  • Il Passatore (2^ parte) (07/06/2011, ore 13:59)

Sveglia alle 5, la notte ho dormito benissimo tanto da far suonare la sveglia fino alle 5:30, alle 6 vado all’appuntamento con Giò al bar per caffèttino e partenza per Faenza, dove alle 8:30 abbiamo il bus per Firenze. Arrivati a Firenze, prendiamo il pettorale ed andiamo a pranzare con un amico che ha preparato il Passatore seguito da un’ allenatore e sostenendo un carico d’allenamenti che solo a leggere i suoi post su FB mi veniva male, a tavola pronostica il suo obiettivo, sotto le 9 ore e chiuderà in 8:57:56 in 37^ posizione!
Si avvicina la gara, solito rituale, cerotti, vaselina, gel, prepariamo la borsa e la spediamo sulla Colla, ci avviamo in via dei Calzaiuoli dove avverrà la partenza, saluto Angela Gargano e gli confido che seguirò alla lettera i suoi consigli, camminare le salite già a partire da quella di Fiesole. Sparo e via, comincia l’avventura, per transitare sullo start e cominciare a corricchiare passa più di un minuto, ci si indirizza verso Fiesole a passo tranquillo, arriviamo al primo ristoro e passiamo avanti perché è rimasto quasi vuoto, corriamo fino all’inizio della prima vera salita, i tornanti che vanno verso Fiesole, potrei correre ma visto che l’obiettivo è arrivare a Faenza e che la strada è ancora lunga procediamo di passo, questo mi permette di avere dinanzi agli occhi una splendida cartolina di Firenze, arriviamo a Fiesole e finalmente ci ristoriamo. La strada diventa più dolce e si torna a correre sempre al solito passettino tranquillo, paesaggi da favola ci portano fino a Vetta le Croci, dove incontro la mia supporter d’eccezione la frizzante Serena, frizzante lei e frizzantissima la Coca Cola che non mi ha fatto mancare per tutta la prima parte della corsa, in una sorta di caccia al tesoro dei “tempi moderni” fatta di sms con le indicazioni su come trovare il tesoro. Dopo la vetta si scende dolcemente fino al primo traguardo la capitale del Mugello, 32 km quasi un terzo di gara, si passa per il centro e lì ci fermiamo in un bar per un caffè. Si riparte e subito dopo Borgo San Lorenzo ci aspetta un bel salitone, ancora di passo per poi riprendere a correre appena la pendenza diventerà più umana, passiamo da Panicaglia, Ronta fino ad arrivare a Razzuolo dove faccio un bel ristoro con latte,pane e nutella, tanto mi aspettano 9 km di cammino lungo i tornanti che mi porteranno alla Colla, tempo per digerire c’è n’è! Andiamo su sopravanzati da tante persone, ma non demordo, devo camminare! Tra una parola e l’altra,accompagnati dal sottofondo naturale creato dal ruscello che scorre sotto i nostri piedi, arriviamo in cima che c’è ancora luce, non c’avrei mai scommesso, sul passo della Colla perdiamo almeno 20 minuti nel cercare lo zaino, cambiarsi d’abito, cambiare le calze, rimettersi tanta e tanta vaselina e rispedire lo zaino al traguardo, questo è il prezzo da pagare da chi non ha la fortuna di avere l’assistenza personalizzata, ma va bene così, l’importante è arrivare a Faenza!


  • Il Passatore (3^ parte) (07/06/2011, ore 13:57)

Si riparte con 48 km nelle gambe e 6 ore e mezza già trascorse, comincia la discesa, ci tuffiamo nel buio a passo spedito, gli unici suoni che si sentono sono quelli dell’acqua che scorre a pochi metri da noi ed i nostri passi affrettati, parlare in quel momento sembra un sacrilegio l’unica cosa da fare è tacere e così facciamo! La strada torna ad animarsi, arriviamo a Casaglia il telefono torna a rianimarsi, tranquillizzo Anna poi parlo in vivavoce con i bimbi che mi raccontano com’è andata la festa di compleanno, sentire la mia famiglia mi ha dato ancora tanta carica, chiamo Roberto che mi aveva mandato un messaggio. Vai!!! Ripartiamo!!! I chilometri passano, 55, 60, al 65° arriviamo a Marradi, ristoro ripartiamo di passo e mi chiama quella matta di Serena che è ancora in giro attraversando l’Italia da una parte all’altra, ancora discesa ma via via comincia a scemare, le gambe sono ancora fresche, ma al ristoro del 76° succede il fattaccio, ci fermiamo al ristoro, il mio stomaco non vuole più niente, riesco a stento a bere dell’acqua gasata, il mio amico Giò mi dice che si ferma un’ attimo a farsi massaggiare, la cosa mi puzza non è da lui, non vedendolo uscire mi precipito nella stanza massaggi, lo vedo disteso con dei forti crampi ai polpacci, lui l’uomo d’acciaio, lui che con temperature sotto lo zero è sempre in canotta e non cade mai malato, lui che non sa cos’è un’infiammazione ai tendini, uno stiramento muscolare, un’unghia nera, niente di niente, vederlo disteso mi ha buttato un po’ giù. Aspetto che me lo rimettono in sesto, passano 15 minuti ritorniamo in strada inzuppati di sudore, gli hanno consigliato di procedere al passo onde evitare ricadute, c’è tanto freddo, dalla bocca esce del vapore acqueo, io comincio a tremare dal freddo, gli dico che riparto, ho troppo freddo, ricomincia la corsa ma sono ancora tremolante, penso all’utilità del supporto, l’unico aiuto in quel momento potrebbe arrivare da Serena, ma non vorrei disturbarla è troppo distante, ho freddo, mi serve una giacca, penso al ritiro, poi pian piano comincio a riscaldarmi, mi faccio coraggio pensando che se anche chiedessi l’aiuto a qualche estraneo un capo in prestito me l’avrebbero concesso. Al ristoro successivo mi raggiunge di nuovo Giò, visto il freddo, i ristori diventano velocissimi, non possiamo permetterci di prendere freddo, ripartiamo ad un passo più tranquillo giriamo sopra i 6’, ormai manca solo una mezza maratona e siamo arrivati, andiamo avanti fino al penultimo ristoro, Giò si riprende è si libera con il gesto dell’ombrello rivolto al Passatore. Dal penultimo ristoro all’ultimo ci sono più di 6 interminabili km, ogni tanto mollo al passo, solo per riprendermi a livello mentale. Eccoci al 95°, mi rivolgo ai ragazzi dell’ambulanza con un liberatorio: ragazzi tutto bene??? Il loro sorriso in quel momento concitato mi è d’aiuto, riprendiamo e vedo le luci della città che man mano diventano più forti, ormai è fatta, arriviamo nel corso ed un grido liberatorio mi viene dal profondo del cuore: FAENZA NON TI HO MAI DESIDERATO COME OGGI!!! Man mano che ci avviciniamo al traguardo cominciamo ad intonare Romagna Mia, attirando l’attenzione di chi aspettava il proprio eroe, passiamo il traguardo ci buttiamo per terra come dei bambini e ci rialziamo in un’ abbraccio liberatorio.. che emozioni!!! Ciliegina sulla torta, avevo preventivato un 14-15 ore e tanta sofferenza, invece ne è venuto fuori un bel 12:35 circa e tante belle sensazioni!!! Almeno una volta nella vita, il Passatore con tutti i suoi pregi e difetti va affrontato!!!
Se un giorno avrai bisogno, sarei in grado di raggiungerti dall’altra parte della montagna, solo con l’aiuto delle mie gambe!


  • Dal forum (11/11/2009, ore 22:16)

Intervento interessante di Alessandro:
la corsa è un piacere, forse uno dei più belli. Volerla ridurre al pedissequo rispetto di una programmazione mesociclica o stagionale, ai nostri livelli, può essere un rischio. Questo è un dato di fatto.
La mia opinione è la seguente: un canovaccio di base deve sempre esserci, non si può improvvisare tutto. Il discorso è che le tabelle sono un approccio ideale, quindi pertanto mai perfettamente osservabili. Penso che basti avere un idea generale della propria settimana e seguire alcuni principi basilari. Il mio allenatore di mezzofondo è molto abile nel gestire la preparazione, e adatta costantemente le tabelle alle situazioni del momento. Nel periodo speciale la mia tabella settimanale della scorsa stagione prevedeva:
-capacità aerobica (un lungo o un lieve progressivo)
-potenza aerobica (ripetute lunghe tipo mille metri o piramidi 1200-1000-800-800-1000-1200)
-velocità(12x100m o 8x150m o 6x200m) o forza(salite o palestra)
-capacità lattacida(ripetute corte 8x500 o 10x400 o un misto di entrambe le distanze)
-riposo
-potenza lattacida(ripetute corte, recupero completo, intensità submassimale, 400 e 300m in svariatissime modulazioni)
-riposo

Ho seguito questo programma per due mesi, non ho mai fatto un allenamento uguale all'altro e mi sono sempre divertito e mai demotivato. Il bello era andare al campo e non sapere se mi aspettava un 3 x 400 corsi in un minuto, oppure se invece di salite andava bene un pò di palestra.

Di seguito vi riporto alcuni principi basilari dell'allenamento che sono ritenuti validi da allenatori e istruttori laureati. Pertanto la paternità di quanto segue non mi può essere imputata.
"all'interno del microciclo settimanale:
-mai due sedute intense consecutive
-max 2-3 sedute ad alta intensità
-mai lavori anaerobico-lattacido nei due giorni prima di una gara
-mai un lavoro anaerobico alattacido dopo un anaerobico lattacido
-sempre lavoro aerobico dopo un intenso lavoro lattacido"

spero di aver contribuito ad aumentare i d


  • La mia prima maratona. (12/10/2009, ore 12:10)

Dopo tante peripezie....Finalmente è arrivata!!!
Dopo una notte quasi insonne, mi sveglio alle cinque, mezz'ora prima che suonasse la sveglia.
Colazione come da copione, controllo il borsone, tutto a posto si và.
Arrivo sotto casa di Massimo alle 6.30, aspetto 5 minuti e scende, anche lui per addormentarsi ha fatto fatica, però è andato meglio di mè, io mi sono dovuto accontentare di una doppia camomilla, mentre lui si è addormentato con i grattini che gli ha fatto la moglie.
Parcheggiamo abbastanza vicini alla zona arrivi e prendiamo il bus che ci porta a Maranello. Su questo devo dire che l'organizazzione è ottima!
Arriviamo a Maranello, troviamo un locale al coperto per cambiarci, intanto incontro un pò di amici, contatto al telefono il nuovo arrivato del forum Simone, che poco dopo ci raggiunge, coincidenza il suo amico Alex era al nostro fianco che si cambiava.
Intanto chiamo Fabio Forrest, che ci aspetta avanti la galleria Ferrari.
Depositiamo i borsoni, gli altri fanno riscaldamento, io gli dico che ho 42 km per riscaldarmi.
Coda interminabile ai bagni, optiamo per la natura, del resto sono i vantaggi dell'uomo, anche se ho visto una podista fare una mossa strana con i ciclisti (pantaloni! non fraintendete con gang bang con gruppo di amatori del ciclo).
Si và in griglia, mi accorgo che non ho indossato la fascia cardio, questo mi dà fastidio, perchè mi piace poi confrontare tutti i dati al pc, ma come dice Vasco, ormai è tardi!
Partenza spostata di 15 minuti, per esigenze televisive, colpo di pistola, via!!!
Simone parte a razzo, aveva promesso di fare un pò di strada con Alex, infatti credo abbiano fatto 2 metri.
Alex si unisce a noi, anche lui alla prima, il veterano è Forrest, partiamo tranquilli, trovo il compromesso con Forrest sul passo da tenere, lui insisteva sui 6' ed io i 5'20", alla fine spuntiamo un 5'40" e pace fatta!
Passiamo per il centro di Maranello poi davanti alla Ferrari, sulla pista di Fiorano, Ubersetto, Formigine dove vista l'ora ottimale c'è gente a go-go!
Con Fabio ci divertiamo a stuzzicare il pubblico che prontamente ci incita e risponde alle nostre battute.
Al 10° pisciata di gruppo, vai si riparte, verso il 12° al rallentamento del gruppetto, decido a mio malincuore di accelerare un pò e lasciare il gruppo, vado recupero altri due amici davanti, faccio due chiacchiere e vado ancora avanti.
Ormai sono entrato a Modena, il caldo si comincia a sentire, faccio due chiacchiere con due ragazzi di Milano anche loro alla prima, passiamo nell'accademia, all'uscita controllo il Garmin e vedo che il cronometro e fermo...16,3 km e siamo quasi al 20°, avrò inavvertitamente premuto la pausa, non era giornata!
Resetto al 20° lo faccio ripartire da zero, ormai ho perso tutto e non ho nessuna voglia di farmi condizionare dal tempo, voglio arrivare a Carpi!
In centro ritrovo Simone, gli chiedo come è messo con il ginocchio e vado.
Passo la mezza in 1:58 e dispari, sono fresco come una rosa, si esce da Modena, ancora due chiacchiere con uno che sta facendo un lungo in previsione di Venezia, gli racconto il mio sogno nel cassetto "tagliare il traguardo con i bimbi".
Al 25° telefono a mia moglie e gli dico che forse è da suicidio fare il tratto che divide casa al traguardo, 10 km giusti giusti con il passeggino, ed optiamo per il piano "B".
Ci siamo 30°, ultimo cavalcavia, all'entrata di Soliera, ristoro con musica e lo speaker che ci incita per nome.
Comincio a sentire le sirene delle ambulanze ed a vedere i primi caduti.
Ci siamo, 32,5 doppia curva e sono a casa, striscioni fuori casa ma non li leggo, ho paura di piangere, un bacio alla moglie ed i bimbi, un saluto ai vicini e via!!!
I 2km dentro Soliera li faccio a 5', rallento, intanto mia moglie mi affianca in bici con i bimbi nel risciò, poi va via a preparare il piano "B".
Di botto poco prima del 35° comincio ad avvertire una strana sensazione, il cuore se ne và a fatti suoi, opto per un ristoro al passo, cambio strategia, decido questa volta di bere i sali, riparto e mi viene quasi da vomitare.
Alterno un piccolo tratto di passo allo spugnaggio, vado ultima difficolta, il sottovia, il tratto in salita lo faccio al passo, perchè ora mi aspetta il bello.
Prendo il passeggino con i bimbi e comincio a correre, intanto il mio amico Giò che ha chiuso la sua 96 maratona in 3:12, mi è venuto incontro, sono contento della sua presenza, vado mi mancano 2 km.
Arrivo in centro, mi faccio il corso tra gli applausi, sbuco nella piazza, che spettacolo vedo il traguardo, corro corro corro... E FATTA!!!!!!!!!!!!!!!!
Non poteva andare meglio, ho portato a termine la prima maratona, con un tempo accettabile 4:02:54, ma il ricordo più bello, sarà raccontare ai miei bimbi, una volta cresciuti, questa mia piccola grande impresa con loro e con l'aiuto di mia moglie che mi supporta e mi sopporta!


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