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I miei racconti

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  • La mia prima gara - Cariparma Running 14/9/2008 (28/07/2009, ore 09:57)

Sono passati alcuni mesi ma i ricordi sono ancora vividi… la prima gara è sicuramente un’esperienza indimenticabile che ti resta impressa dentro, tra i ricordi dei momenti magari non più importanti ma sicuramente più significativi della vita e non sto esagerando!
La mia avventura verso la gara è nata all’inizio dell’estate. Avevo scoperto da qualche settimana la bellezza della corsa e, dopo il solito inizio per perdere qualche kg e per stare meglio, avevo trovato una nuova dimensione corroborante non solo per il fisico ma anche, e soprattutto, per la mente. Volevo maggiori motivazioni per correre e cosa di meglio se non partecipare ad una gara agonistica? Mi documento un po’ e scopro che posso riuscire a preparare una mezza maratona. La sfida mi piace, mi appassiona sento che posso farcela. Cerco una gara adatta per la fine dell’estate e scopro la Cariparma Running che si tiene il 14 settembre. Parma non è lontana, lì ho studiato e mi sono laureato, mi sembra bello legare a questi ricordi la mia prima gara. E’ fatta! A luglio mi iscrivo, non potrò più ripensarci e dovrò partecipare!
L’estate di allenamenti prosegue complessivamente bene. I miei lunghi diventano sempre più lunghi, arrivo fino a 25 km. Questo mi tranquillizza: sarò in grado di concludere una gara di 21,097 km!
Arriviamo dalla vigilia della gara. Essendo un esordiente assoluto preferisco andare a ritirare il pettorale il giorno prima. Mi accompagna mia moglie, con la solita pazienza, anche se in fondo è contenta di vedermi così preso da una nuova passione bella, sana e salutare! Ci rechiamo in Piazza Garibaldi e ritiriamo il pettorale ed il pacco gara. Vedo molti runner in giro chei mi sembrano tosti ed esperti, mi prende un po’ di agitazione. Non importa anche se arriverò ultimo, voglio comunque tagliare il traguardo.
Dopo una notte nel complesso tranquilla, arriva il grande giorno. Colazione secondo i consigli degli esperti: tè verde, fette biscottate con miele e marmellata ed un caffè. Prendo la borsa preparata la sera prima con cura maniacale e parto. La mattinata è grigia ma non piove, la temperatura è scesa notevolmente e gli ultimi caldi estivi hanno fatto posto alle avanguardie dell’autunno. Sembra la giornata ideale per correre, sono fortunato! L’autostrada è praticamente deserta e raggiungo Parma velocemente. Parcheggio, aspetto l’autobus per il centro e vedo arrivare altri gruppi di runners tutti rigorosamente schierati in squadre. Mi sento un po’ solo, quasi mi pento di non aver cercato una squadra a cui iscrivermi. Giuro a me stesso che ci penserò seriamente più avanti.
Arrivo alla zona partenza, mi cambio ed inizio il riscaldamento. Mi sento benissimo, le gambe vanno a mille, mi sento tranquillissimo… belle sensazioni si impadroniscono di me, sono determinato a finire la gara a tutti i costi!
Vado alla griglia di partenza e mi posiziono in fondo, temo di essere troppo lento e quindi meglio stare nelle retrovie.
Partenza! Non sento lo start vedo solo la massa che inizia a muoversi, camminiamo per quasi due minuti poi si inizia a corricchiare. Vedo che il mio ritmo non è poi così lento come pensavo, inizio a superare decine di podisti e prendo pian piano il passo naturale delle mie gambe. Sento che potrei forzare un po’ ma preferisco essere prudente voglio arrivare sino in fondo senza rischi!
Il percorso della mezza maratona prevede due giri di 10,550 km all’interno della città e con tutta tranquillità mi godo una sorta di giro turistico. Attraversiamo il parco Ducale e ci riportiamo verso la zona partenza ormai la prima metà gara è andata e mi sento benissimo. Al traguardo del primo giro inizio a guardare il tempo: 56 minuti e 39 secondi. Sono andato molto piano 5 e 22 di media di solito vado intorno ai 5-5.10, il mio obiettivo è stare sotto le due ore e vorrei aumentare un po’ l’andatura. Accelero e raggiungo un podista alto e pelato che tiene un buon ritmo, mi attacco e lo seguo. Le gambe girano bene sento che tengo bene il nuovo ritmo. Rientriamo nel Parco Ducale, mancano solo 3 km è il momento buono, rompo ogni indugio ed aumento il ritmo, posso farcela a stare sotto 1 e 50, non sarebbe male. Supero la mia lepre alta e pelata e vado, le gambe fanno un po’ male ma tengono, negli ultimi 300 metri parto in una pseudo volata un po’ penosa ma efficace e taglio il traguardo in 1.49.46 ce l’ho fatta!
Dopo il traguardo le hostess mi metto al collo la medaglietta, nonostante un crono oggettivamente ignobile sono felice ed orgoglioso i miei obiettivi sono stati raggiunti e nella mia mente sta iniziando a frullare una domanda: a quando la prossima?


  • Test di Yasso -26/3/2008 (27/03/2009, ore 12:56)

Voglio provare l’esecuzione di questo famoso/famigerato test nella versione per la mezza maratona:
-12 ripetute di 400 metri (15 per i runner con tempi inferiori all’ora e mezza)
-recuperi di 200 metri (possibilmente corsa lenta con tempo non superiore a quello della ripetuta precedente)
-calcolare il tempo medio delle ripetute e, trasformando i minuti in ore e i secondi in minuti, si ottiene il tempo stimato per la mezza (ad es. tempo medio ripetute 1m 40s, tempo stimato 1h 40m).
Sono le 19.00 dopo un warm-up di circa 15 minuti mi porto verso la pista di 200 metri all’interno del piccolo parco e si comincia.
Come al solito inizio troppo forte: prima ripetuta 1.26, seconda ripetuta 1.32 poi capisco che devo rallentare e mi assesto su 1.37-1.38. Concludo la prima serie di 6, recupero 2 minuti e via con la seconda serie. Il fiatone e le gambe dure si fanno sentire: la penultima ripetuta è la più lenta 1.45! Nell’ultima butto il cuore oltre l’ostacolo (non solo in senso letterale) e la chiudo a 1.38. Dieci minuti di defaticamento e torno a casa.
Dopo cena scarico i tempi dal Garmin e calcolo la media con questa tabellina:
Nr Distanza h m s m/k sec
1 0,40 0 1 26 3,35 86
2 0,40 0 1 32 3,50 92
3 0,40 0 1 40 4,10 100
4 0,40 0 1 37 4,03 97
5 0,40 0 1 37 4,03 97
6 0,40 0 1 38 4,05 98
7 0,40 0 1 37 4,03 97
8 0,40 0 1 38 4,05 98
9 0,40 0 1 40 4,10 100
10 0,40 0 1 39 4,08 99
11 0,40 0 1 45 4,23 105
12 0,40 0 1 38 4,05 98
Media 0,40 0 1 37 4,03 97,25
Media 2 0,40 0 1 38 4,05 98,2
La media matematica indica 1.37. Tuttavia, è più corretto ricalcolarla togliendo i c.d. “outliers” cioè i valori più bassi e più alti che si discostano sensibilmente dalla media. Quindi elimino i tempi delle ripetute 1, 2 e 11 ed ottengo 1,38.
Il test di Yasso mi indica che dovrei chiudere la mia prossima mezza maratona in 1.38.20! Mi sembra molto ottimistico!


  • Placentia Half Marathon - seconda parte (02/03/2009, ore 13:15)

Nonostante le premesse positive, va male sono partito in mezzo al gruppo, c’è molta confusione e riesco a fatica a superare quelli più lenti. Al primo km sono già in ritardo di 50 secondi sulla mia tabella di marcia. Mi innervosisco e cerco con frenesia di recuperare ma non riesco a tenere un ritmo uniforme. 5 km a 26’.30” sono in ritardo di oltre 2 minuti e mezzo! Una coppia di runner dietro di me aumenta il passo per andare a 4.30/km mi attacco a loro per recuperare. Passaggio dei 10 km a 49.40, va meglio 5 km in 23’.10”, devo continuare così. Al Km 15 sono ancora indietro di quasi due minuti sulla tabella e la mia coppia di “lepri” aumenta ancora il passo, li seguo per 500 metri ma sono troppo veloci per me, subentra un piccola crisi fisica e soprattutto psicologica: mi rendo conto che non riuscirò a raggiungere il mio obiettivo. Rallento, cerco di tenere il ritmo ma pago la crisi precedente ed il ritardo sale ad oltre tre minuti. Mancano 4 km molti intorno a me cambiano il ritmo e vanno in progressione, io non riesco le mie falcate non aumentano e neanche la vista dell’ultimo km mi aiuta, riesco solo ad abbozzare una piccola volata finale e chiudo a 1.43.43 replicando solo il mio PB di Crema. Sono un po’ deluso mentre aspetto l’arrivo degli amici Gigi e Corrado che chiudono abbondantemente sotto le due ore. Bravissimi! Gigi è un ciclista che ha improvvisato la mezza decidendo di partecipare solo una settimana prima, prima praticamente senza allenamenti specifici. Corrado è alla sua prima gara ed ha centrato alla grande il suo obiettivo di finire sotto le due ore. Va bene comunque! In fondo il mio tempo non è proprio indegno (nella classifica della mia squadra sono 7° su 42) ed è anche la prima gara dell’anno. La cosa migliore però è frequentare nuovi amici, belle persone come Corrado e Gigi che hanno una comune e genuina passione per lo sport! Però niente scuse! Bisogna migliorare! Magari già il mese prossimo a Milano!


  • Placentia Half Marathon 1/3/2009 - Prima Parte (02/03/2009, ore 13:04)

E’ il giorno alla Placentia Half-Marathon. E’ la mia quarta mezza maratona ed ormai le tensioni delle prime gare sono state superate. Ma questa è la mia prima gara nella mia città e ci tengo ovviamente a fare una bella figura quindi il nervosismo non manca.
Doveva essere il giorno della mia prima maratona ma un lungo inverno freddo e nevoso ed una brutta influenza a gennaio hanno compromesso la preparazione e mi hanno costretto a scegliere la mezza maratona. Quindi primo errore: 2 mesi di preparazione per la maratona e virata nell’ultimo mese verso la mezza. Secondo errore (di cui mi renderò conto durante la gara): mi sono fissato un obiettivo troppo ambizioso per le mie attuali possibilità: 1h e 40 minuti.
Colazione pre-gara secondo lo schema precedente insieme a Barbara mia moglie che con le amiche parteciperà alla non competitiva di 10 km. Sto cercando di trasmetterle la malattia del running, quasi ci siamo! Per ora partecipa alle marce non competitive ma sembra che si diverta molto!
Arrivo alla partenza verso le 8.15, rapido cambio, deposito borse e via per la foto di rito con mia nuova squadra I Bipedi. Un quarto d’ora di riscaldamento, qualche esercizio di stretching e mi posiziono in griglia insieme alla maggior parte dei membri della squadra. Mi sento bene e sono convinto di fare una bella gara.
Finalmente vedo con piacere che arriva in griglia Corrado. E’ la sua prima gara ma mi sembra molto tranquillo e sicuro, anche lui si posiziona con il resto della squadra.
Bene! Tutto OK! Partenza, un bocca in lupo collettivo e poi ognuno va con il suo passo…..continua


  • Yoga 1 - Saluto al sole (20/02/2009, ore 11:10)

Sono veramente numerosi i benefici della pratica regolare del Saluto al Sole. Anche se viene consigliato di eseguirlo al mattino, è bene non farsi sviare da questa indicazione: il Surya namaskara può essere praticato in qualunque momento della giornata . Già dopo poche settimane di pratica regolare si possono notare i benefici più evidenti: il corpo diventa più sciolto e armonioso.

Ma i suoi effetti non si fermano certamente alla scioltezza fisica, ne beneficia la colonna vertebrale, l’apparato muscolare, il sistema digerente, il sistema di eliminazione delle scorie attraverso il sudore (se si pratica sino a sudare), aumenta l’attività cardiaca e la circolazione del sangue, si rinforza il sistema nervoso, stimola l’attività delle ghiandole endocrine e ne favorisce il funzionamento regolare, migliora il portamento, riduce il grasso nell’addome, rende più resistenti alle malattie, e tanti altri benefici ancora.

I primi Saluti ala Sole è bene farli lentamente, senza forzare. E’ risaputo che ad ogni movimento corrisponde una fase del respiro, ad esempio col primo movimento si inspira, col secondo si espira, e via di seguito.

E’ bene non fermarsi a pochi Saluti al Sole, ma aumentarne la quantità e la velocità di esecuzione (casomai alternando momenti di stasi in ogni singola posizione a momenti di accelerazione); al fine di sviluppare la resistenza fisica si può sperimentare cosa si prova ad arrivare a praticare un centinaio di Saluti al Sole.

OTTO CONSIGLI PER IL SALUTO AL SOLE

1) Essere “centrati”, consapevoli
2) Essere morbidi e rilassati
3) Essere sciolti
4) Eseguire i movimenti in modo elegante e sinuoso, quasi fosse una danza
5) Essere forti, decisi e determinati interiormente
6) Allungarsi bene, stirando i muscoli e i tendini
7) Respiro morbido, lungo e profondo



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