I miei racconti
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- MCM 2010 La mia prima Maratona (prima parte) (14/04/2010, ore 13:44)
I ricordi e le sensazioni della mia prima maratona sono intensi, vividi e si affastellano in uno splendido caleidoscopio di emozioni che porterò sempre con me.
Per dare un po’ di coerenza a queste emozioni devo seguire l’ordine cronologico di questa meravigliosa giornata attraverso la cronaca degli avvenimenti che si sono susseguiti.
Un prologo sulla settimana prima della gara: contrariamente a quanto avvenuto durante la vigilia della Maratona di Piacenza, a cui all’ultimo momento non riuscii malauguratamente a partecipare, mi sentivo stranamente calmo e sereno. Forse era la consapevolezza di un buon momento di forma fisica, forse la mia attenzione era concentrata sul delicato intervento chirurgico a cui si stava sottoponendo mio suocero e forse perché stava prendendo corpo una simpatica serata post-maratona con gli amici del Forum.
Venerdì invece ero a pezzi: il quadro clinico di mio suocero post-intervento era preoccupante, fisicamente mi sentivo svuotato ed apatico, ero nervoso ed irritabile, non sentivo la gara e stavo seriamente pensando di rinunciarvi.
Sabato la svolta: la situazione di mio suocero si era repentinamente evoluta in positivo ed ogni pericolo era scongiurato, nel tardo pomeriggio una telefonata con Raffaele del Forum mi aveva aiutato a ricaricarmi, la sua energia e il suo calore umano sono veramente straordinari. La serenità e la carica agonistica erano tornate in me e mi sentivo pronto per il mio esordio in Maratona.
Dopo una nottata tranquilla sveglia alle 5.30. Il grande giorno era iniziato. Sostanziosa colazione pre-maratona rigorosamente a basso indice glicemico, ultime verifiche della borsa, dell’abbigliamento e degli accessori e partenza in auto alla volta di Milano. Le condizioni meteo sono veramente pessime con freddo, vento e pioggia ma non me ne importa, avrei corso anche nel mezzo di una bufera di neve o di una tempesta tropicale. Man mano che mi avvicino a Milano tuttavia la situazione meteo migliora: il cielo si stava rasserenando e spuntavano alcuni timidi raggi di sole. Interpreto la cosa come un buon auspicio per la gara!
Intorno alle 7.00 giungo a Milano e, dopo aver parcheggiato, prendo la metro verso Rho-Fiera dove si trovava la partenza. I vagoni erano pieni zeppi di maratoneti, in gran parte stranieri, i cui visi celavano una crescente tensione.
Dopo un’infinita corsa in metropolitana finalmente arrivo a destinazione e mi incammino verso la zona partenza. C’è molto freddo e forti folate di vento mi sferzano. Non sono certo condizioni ideali per correre ma, stranamente, la circostanza mi lascia di nuovo del tutto indifferente
Ultimati i preliminari pre-gara (vestizione, sosta ai bagni, deposito borsa, ecc.) mi sposto verso il gonfiabile dello start. La mia griglia di assegnazione era ovviamente l’ultima e molto distante. Quando arrivo è già tardi e, dato l’affollamento, ogni speranza di trovare Raffaele e gli altri amici del Forum presenti nella griglia delle 4 ore e oltre (Davide e Antonio) svanisce.
Mi posiziono da solo nelle retrovie. Non sono teso, sento solo una grande determinazione e la voglia di iniziare a correre. Pochi minuti allo start ed il filo dei miei pensieri vaga con la memoria al mio passato. Ricordo ora tutto quasi con dolcezza: tonsillectomia a sette anni, con conseguente disfunzione ormonale che mi porta ad ingrassare, divento un bambino obeso…
Io correre? Ma se le partite di calcio fra bambini le vedevo dalla panchina oppure, quando andava bene, dalla porta...eppure..sono lì, sulla linea di partenza di una Maratona, 42.195 metri. Chi fra i bambini di allora che scorrazzavano veloci sul campo ne avrà concluso una? Probabilmente nessuno e probabilmente la maggior parte sarà ingrassata smodatamente, con la pancetta in bella mostra.
Lo sparo dello starter spezza il filo di questi pensieri e mi riporta alla realtà. Si parte camminando e passano circa tre minuti prima di superare il tappeto della partenza. Finalmente si inizia a correre, c’è veramente molto traffico e la tensione, sinora inesistente, appare improvvisamente come la nera nube di un temporale estivo. Mi sento le gambe legnose, la mia corsa è macchinosa e goffa e la paura di non farcerla mi attanaglia la mente ed il cuore. Dopo 3 km raggiungo e supero i palloncini delle 4 ore e un quarto ed improvvisamente ritrovo la serenità: la tensione si stempera e le gambe iniziano a girare sciolte ed elastiche. Continuo a correre sotto ritmo, ripetendo mentalmente il mantra “i primi 10 km si devono correre piano”, mi accorgo comunque di risalire senza particolare fatica tante posizioni.
Scorgo davanti a me i palloncini delle 4 ore. Devo raggiungerli e seguirli per farmi portare al traguardo; il mio obiettivo primario è concludere la gara ma mi piacerebbe riuscirci entro questo limite di tempo.
I palloncini distano 300-400 metri, aumento leggermente il ritmo evitando brusche e dannose accelerazioni, la gara è solo all’inizio.
- MCM 2010 La mia prima Maratona (seconda parte) (14/04/2010, ore 13:41)
Finalmente entriamo a Milano, al decimo km transitiamo presso lo stadio di San Siro e l’Ippodromo. Siamo nella Milano degli anni ’50 e ’60, gli anni della ricostruzione, del boom economico e dell’ottimismo. Mi vengono in mente i film in bianco e nero, Vianello e Tognazzi e le canzoni di Celentano.
Al 13mo km raggiungo finalmente i palloncini delle 4 ore. Uno dei pacers urla che abbiamo concluso un terzo della Maratona, ma questo non mi conforta molto…Però sono tranquillo, sento di correre sempre sotto ritmo ma va bene così, non voglio incontrare il famigerato “muro del maratoneta”. Intanto non salto nessun ristoro, anzi rallento sia per bere che per prendere della frutta ed anche per le spugne.
Il traguardo della mezza maratona arriva rapidamente. I pacers sono bravi: tengono il gruppo unito, urlano e cantano per dare la carica. Tuttavia inizio a sentire un po’ di fatica, penso che siamo solo a metà gara e resta ancora la parte difficile, il viaggio verso l’inferno che ci attende fra una decina di km. Cerco di scacciare i fantasmi dalla mente, i gruppi musicali lungo Corso Venezia mi aiutano a ritrovare la carica insieme al bellissimo tragitto che ci sta conducendo verso Piazza Duomo. Siamo nella Milano “da bere” degli anni ottanta, gli anni degli yuppies, delle sfilate, dei Duran Duran ma anche della superficialità.
E’ la parte più spettacolare del percorso, passiamo presso il Duomo, qui vicino ho iniziato la mia carriera lavorativa e sono rimasto per ben sette anni. Sento una commozione fortissima ripensando a mio padre che ho perso durante quegli anni e a mio suocero che, in un certo senso, lo ha un po’ rimpiazzato. Lui la sua ben più importante gara l’ha vinta due giorni fa’, non su una strada ma sul freddo tavolo di una sala operatoria. Lui ce l’ha fatta e pure io devo vincere la mia gara personale. Mi cresce dentro una grandissima determinazione, siamo solo al 25mo km ma in quel momento acquisisco la consapevolezza di farcela, ne sono certo arriverò al traguardo! Risalgo posizioni e mi affianco a Luca il pacer che guida il gruppo, scandisco il ritmo con lui, sento una forza e una carica che mi fanno capire cosa potesse voler dire essere un gladiatore o un guerriero. Sensazioni primordiali, sintesi di tutto ciò che si è o che si è stati.
Arriviamo al 30mo km. Si dice che ora comincia la vera Maratona. Sento la stanchezza, ma dura pochi minuti, l’energia delle maltodestrine inizia a fluire nei muscoli e proseguo grintosamente. Siamo in zona Navigli, la Milano della vita notturna degli anni novanta e duemila, gli anni della globalizzazione, di internet ma anche delle torri gemelle, della crisi economica e dei sogni che svaniscono.
35mo km. Continuo a tenere e sono sempre al fianco di Luca, in perenne corsia di sorpasso dei tanti che camminano esausti dopo aver incontrato il “muro”. Mi volto e vedo che anche il nostro gruppo si è notevolmente ridotto.
37mo km. Supero le mie Colonne d’Ercole dell’allenamento e entro nel territorio dell’ignoto, ma non ho paura, vado, corro.
39mo km. Raggiungiamo una ragazza ferma ai bordi della strada, non riesce e non vuole proseguire a meno di 3 km dall’arrivo. Luca il pacer cerca di aiutarla, rallenta e si ferma. Mi dice di continuare e andare al traguardo.
Rompo ogni indugio e riparto da solo, aumento il ritmo ormai non mi ferma più nessuno..sono alla resa dei conti, ho rotto ogni argine…Sono quel bambino troppo grasso seduto sulla panchina durante le partite di calcio, che ora si sta prendendo la rivincita…Una carica interiore più forte di qualsiasi sofferenza mi spinge in avanti, la sofferenza è temporanea, quello che rimarrà per sempre sarà l'impresa che sto per compiere!
E’ là, lo vedo..è là che si svolta dentro il parco del Castello Sforzesco e da lì mancano poche centinaia di metri…Mi viene da piangere ma non ho lacrime, sono tutte scivolate via col sudore, ma mi commuovo eccome se lo faccio…Sono sul tappeto, passo il traguardo, alzo le braccia al cielo e mi porto le mani al volto. Riesco appena a leggere il tempo 3h.55min.43sec. quando le lacrime ritornano copiose e solo dopo alcuni minuti riesco a ritirare la medaglia ed ascoltare le mie sensazioni.
Non mi sembra vero, l'ho voluta, cercata, preparata, portata a termine con onore. Nessuna crisi, inevitabili tuttavia la fatica e l’impegno. Ma dentro di me ora c'e' solo spazio per la soddisfazione, una sensazione dilagante, incontenibile, fantastica, inebriante, che ripaga ampiamente dei sacrifici fatti per arrivare sin qui. Emozione pura.
Mi cambio, mi incammino verso la fermata della metropolitana e un pensiero va alle persone che amo, che hanno tifato per me. A loro dedico questa gara ma una citazione speciale va a Giuseppe, che ha vinto la sua battaglia con la vita…
- Maratonina Città di Crema - 16/11/2008 seconda parte (07/08/2009, ore 16:26)
Alle 9.30 precisa lo start. Non c’è il traffico delle precedenti gare di Parma e Cremona quindi riesco da subito a prendere un ritmo decente. I primi Km scorrono in scioltezza, mi sento le gambe un po’ dure il carico degli allenamenti delle scorse settimane si fa sentire. Il ritmo medio della gara è comunque abbastanza veloce e mi offre la risposta alle mie precedenti domande: ci sono podisti molto forti.
Il percorso nella campagna cremasca è un pochino monotono ma per fortuna le gambe si sono sciolte e sto tenendo un buon ritmo: 56’40” al 12° km, non male!
Al 15° km si presenta un ripido cavalcavia, lo affronto troppo velocemente e dopo la altrettanto ripida discesa sento le gambe molto indurite. Il ritmo si è spezzato, inizio a fare fatica e devo rallentare, mi supera un runner dalla corsa molto elegante e le giuste traiettorie cerco di accodarmi ma non riesco a tenere il suo passo.
Finalmente arriviamo in città, il percorso è tortuoso e ci sono alcune auto sul percorso. L’organizzazione è proprio da migliorare!
Arriviamo finalmente nel centro storico ed inizia il pavè, il traguardo deve essere vicino! Sul lungo rettilineo finale vedo il runner che in precedenza mi ha superato fermo in preda ai crampi. Mi spiace per lui ma un po’ mi consolo io riesco ancora a reggere!
Tento una patetica progressione finale ma più di tanto non riesco a spingere e chiudo in 1’43’30’’. In fondo non è male, il mio nuovo PB un minuto e mezzo meno inferiore a quello di Cremona. Il rammarico è quello di non aver tenuto il passo dei primi 12 km che mi avrebbe consentito di scendere sotto i 100 minuti.
Rimugino sulla mia inesperienza a gestire la gara: devo affrontare meglio i primi km per non avere cedimenti nel finale.
Il ristoro finale non è particolarmente ricco e, soprattutto, non ci sono nemmeno le medaglie.
Mentre sono in fila per ritirare la canotta tecnica della gara, discuto di queste cose con gli altri partecipanti.
Penso che questa sarà la mia prima ed ultima partecipazione, vedremo il prossimo anno! Crema è una città veramente carina, ma l’organizzazione è troppo dilettantesca, nonostante gli indubbi sforzi ed i notevoli miglioramenti rispetto alla prima edizione.
Intanto inizia una nuova grande avventura, la mia prima maratona.
- Maratonina Cittaà di Crema - 16/11/2008 prima parte (07/08/2009, ore 16:23)
Dopo aver sentito il resoconto delle mie prime gare, Laura mi ha chiesto di accompagnarla alla sua prima Mezza Maratona. Non si sentiva pronta per Cremona ed allora ci siamo accordati per partecipare alla Maratonina di Crema a novembre, esattamente il giorno 16.
Inizialmente non avevo pensato di programmarla: a fine ottobre iniziavo il programma per la mia prima maratona (il 1/3/2009 a Piacenza) e la gara non mi intrigava più di tanto: la seconda edizione, dopo il mezzo flop della prima edizione, ed in un periodo climaticamente non certo favorevole nella Pianura Padana.
Un buon allenamento in clima gara è comunque utile ed interessante e soprattutto Laura è una buona amica e mi farebbe veramente piacere accompagnarla nella sua prima gara agonistica.
La settimana che precede la gara, Laura molto delusa mi avvisa che non potrà partecipare alla gara essendo impegnata all’estero per lavoro. Accidenti…, mi dispiace molto ma ormai mi sono iscritto alla gara e decido di partecipare ugualmente anche se con scarso entusiasmo.
Non sento particolarmente la gara e proseguo con la mia tabella di allenamento, alleggerendo soltanto il fondo medio del giovedì. Inoltre, non seguo la “liturgia” del sabato delle precedenti gare e non mi eco a ritirare il pettorale il sabato pomeriggio. D’altro canto, si tratta di una gara poco conosciuta e suppongo che la partecipazione sia piuttosto scarsa.
Il mattino della gara, invece, la “liturgia” viene mantenuta: sveglia alle 6.00 e colazione pre-gara-tipo con caffè, tè verde, fette biscottate con miele e marmellata. La mattinata novembrina sembra gradevole, l’aria è frizzante, la temperatura bassina (siamo intorno ai 5°) ma il cielo è terso e preannuncia una bella giornata di sole: poteva andare decisamente peggio!
Ultime parole famose…a circa 20 km da Crema incontro un autentico muraglione di nebbia con visibilità di circa 30 metri! Ancora una volta la Pianura Padana ha imposto le sue leggi, a metà novembre non poteva mancare la nebbia!
Lentamente arrivo a Crema intorno alle 8.15, sono comunque puntualissimo. Raggiungo il centro Maratonina e ritiro il pettorale. Cerco gli spogliati e osservo la situazione: ancora poca gente, un’organizzazione che sembra un po’ carente (più da marcia Fiasp che da gara competitiva), insomma l’ambiente non aiuta e non mi sento molto “carico”.
Fa piuttosto freddo il mio abbigliamento è forse un po’ troppo “estivo”, il riscaldamento mi serve proprio! Dopo un primo riscaldamento mi intrattengo un po’ fra gli stand e chiacchiero con il ragazzo (molto simpatico) degli integratori. Faccio il riscaldamento finale con qualche allungo mentre la nebbia si è completamente diradata lasciandoci con un piacevole sole autunnale.
Maggiormente confortato, mi porto alla griglia di partenza e, dato il numero esiguo di partecipanti, riesco a posizionarmi fra le prime file. Mentre aspetto la partenza mi guardo intorno: molti podisti hanno vari gadget NYC Marathon (cuffie, maglie, fasce, ecc). Però gente tosta che ha fatto la maratona di New York? Oppure pseudo tapascioni come me che li hanno fatti acquistare dall’amico che ha partecipato? Mah…vedremo.
- Maratonina di Cremona 19/10/2008 Prima Parte (29/07/2009, ore 14:30)
Dopo la positiva esperienza della prima gara (la mezza maratona di Parma) non perdo tempo e mi iscrivo senza indugio ad un’altra gara: la Maratonina di Cremona che si tiene nel seconda metà di ottobre nella città del Torrazzo.
La scelta è facile, Cremona dista solo 30 km da Piacenza e curiosando un po’ su internet ho letto commenti lusinghieri sull’organizzazione. Inoltre Cremona è una città molto carina, con un bel centro storico (dove sono ubicati sia partenza che arrivo della gara) e nota per le tre “T”: Torrone (il famoso dolce tipico) Torrazzo (il monumento più noto) e Tognazzi (il famoso attore). In realtà la terza “T” originariamente stava per “Tettazze” (caratteristica fisica distintiva, si dice, delle cremonesi…).
Per programmare gli allenamenti nel mese intercorrente fra le due gare, utilizzo le ultime 4 settimane della tabella per la mezza maratona del metodo First. E’ un metodo elaborato negli USA che ho conosciuto quasi per caso, cercando una tabella che incontrasse le mie possibilità di allenamento limitate a sole tre sedute alla settimana. Il metodo mi piace, sembra molto scientifico e pratico e decido di studiarlo a fondo acquistando il libro (purtroppo solo in inglese) su E-Bay.
Gli allenamenti sono duri, in particolare soffro le ripetute che non ho mai praticato in precedenza, ma percepisco da subito i primi miglioramenti soprattutto in termini di velocità.
Un po’ di scaramanzia, in fondo, non guasta e per questo motivo cerco di replicare la vigilia della precedente positiva esperienza a Parma. Quindi sabato pomeriggio giro a Cremona per il ritiro del pettorale con mia moglie Barbara, che mi accompagna sempre con pazienza ma anche con l’obiettivo di un po’ di shopping visto che Cremona è ricca di negozi.
L’impressione è quella di un organizzazione molto professionale e superiore rispetto a quella di Parma. In fondo è ovvio, la gara è nel circuito della “Gazzetta Run” e vi sono fior di sponsor che assicurano un ricco budget. Diversi runner stazionano nel padiglione e, al contrario di Parma, noto anche atleti professionisti keniani ed etiopi. Questa volta, forte della prima esperienza, mi sento più tranquillo con la certezza di arrivare comunque al traguardo.
La serata e la notte passano senza problemi e il mattino di domenica sveglia alle 6 e, sempre per scaramanzia ma soprattutto per razionalità, replico la colazione pre-gara ormai diventata uno standard (tè verde, caffè, fette biscottate con miele e marmellata).
Partenza intorno alle 7.15 e prima delle 8 sono già a Cremona, parcheggio, mi fermo a prendere un altro caffè e mi avvio verso la zona spogliatoi. La mattinata è un pochino fredda ormai siamo in pieno autunno, ma limpida e serena: ci aspetta una bella giornata di sole e di corsa naturalmente!
Vedo altri podisti che arrivano alla spicciolata; molti sono accompagnati dalla famiglia. Questo mi manca un po’, ma non posso certo costringere Barbara ad una simile levataccia ed una lunga e noiosa attesa sino alle 11.15-11.30 (ora attesa del mio arrivo al traguardo)!
Giungo agli spogliatoi. Sono solo e mi sento un po’ a disagio tra gli altri runners quasi tutti con i loro compagni di squadra. Devo proprio trovarla anch’io un’accidenti di squadra, mi sento il Calimero della situazione! Negli spogliatoi aleggia un forte odore di olio canforato utilizzato a fiumi per scaldare i muscoli. Non ci ho mai pensato, ma forse è utile visto il largo uso che ne stanno facendo!
Vado a fare un po’ di riscaldamento, dopo una sosta obbligata ai bagni chimici (si sa la pipì da tensione…). Le sensazioni sono meno buone rispetto a Parma, le gambe non girano benissimo. Chiudo con qualche allungo e mi reco alla zona stands per attendere la partenza (mancano ancora 45 minuti) e per stemperare la tensione crescente. Mentre guardo le nuove scarpe non mi accorgo che mi sbuca alle spalle lo speaker della manifestazione e pago la mia disattenzione con un’intervista un po’ patetica (come ti chiami, da dove vieni, perché hai iniziato a correre). Per fortuna giunge Susanna Messaggio, testimonial di “Gazzetta Run” alla sua prima gara, che ovviamente guadagna l’attenzione di speaker e pubblico.





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