I miei racconti
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- di corsa "una nuova amicizia" (20/01/2012, ore 22:20)
È già capitato alcune volte. Ed è stata con me massimo per un km e al solito bivio mi lasciava sempre andare. Faceva piacere ed evidentemente anche a lei. Diciamo che ci siamo "presi" subito: un colpo di fulmine, non una parola ma solo uno sguardo, un'intesa, un cenno d'assenso e ci si é capiti al volo sin dal primo incontro. Alla faccia dei commenti, contro chi ha sempre da ridire senza provare; contro chi generalizza; contro chi polemizza senza conoscere; contro chi non ha mai provato ed é comunque capace di criticare, giudicare e condannare. Non siamo passati inosservati: più di qualcuno ci ha notati, sorpresi, compiaciuti. Ce ne siamo accorti, io e lei.
Oggi ci siamo aperti: la cagnolina (credo sia femmina), la chiamo Lupetto. L'ha capito (o almeno penso cosí). Non me ne intendo. Mi sembra appunto un piccolo lupetto, nera come la notte. mi ha aspettato al solito posto. E mi ha seguito nella mia corsetta di oggi e col suo passo: per oltre 10 km. Ogni tanto si fermava di quà e di là ad annusare qualcosa ed io, forse anche per un senso di responsabilità, la richiamavo e lei subito rientrava e mi stava a fianco. Ogni tanto che andava in mezzo alla strada l'ho anche controllata in attesa del suo spostamento verso il ciglio al riparo delle macchine che transitavano.
In più, ironia della sorte, passati a fianco al solito cagnaccio nero mi son trovato a dover difendere Lupetto dall'aggressione e dal ringhio di quel cagnone!! Dovevate vedere Lupetto, poverina, che s'intrufolava tra le mie gambe in cerca di protezione.
Per il resto poi ha continuato a trotterellare a fianco suscitando la curiosità e la simpatia di un paio di bimbi che giocavano a pallone per strada.
É stata davvero una bella esperienza e un gran divertimento. I km volavano via veloci, senza fatica e col divertimento (spero) di entrambi.
Al solito posto si è fermata ed è tornata (credo) a casa.
Questa sera son ripassato da quel solito posto colla speranza di incrociarla e scattarle una foto per farvela vedere.
Spero di vederla anche domenica (avró il primo vero LL dopo Firenze).
- Sviluppare la resilienza! (16/12/2011, ore 10:51)
La resilienza è da molti definita come la capacità di un oggetto di "non rompersi" nel momento di un urto, ma questo non è del tutto corretto, perché si rischia di includere anche gli oggetti molto duri (o resistenti) oppure elastici.
La resilienza è la capacità di un oggetto di recuperare la propria forma dopo un urto: per un individuo, essere resiliente significa essere in grado di tornare a vivere dopo aver “subito l'urto” di un evento spiacevole, significa rialzarsi dopo essere caduti. Rialzarsi dopo una malattia, dopo la perdita di una persona cara, o di una parte importante della nostra vita è sempre difficile ma è l'unica cosa che possiamo fare. Ogni giorno facciamo esperienze di resilienza. Il mondo è pieno di persone dotate di una straordinaria resilienza. Essere resilienti è la dimostrazione che i punti di forza (fattori di protezione) possono superare i punti di debolezza (fattori di rischio) ed è possibile riuscire a spezzare il corso scritto degli eventi, riuscire ad essere diversi e “discontinui” rispetto al destino che era stato scritto per noi.
Alcuni hanno una naturale propensione alla resilienza, altri – purtroppo – no. Per questo è importante apprenderla, ricevere un sostegno e un supporto che aiuti a svilupparla (fin da piccoli).
Per riuscire, quando sarà il momento, a spiegarla come una vela nuova, dopo che la nostra barca ha attraversato una terribile tempesta che ha strappato le vecchie vele.
- La mia Firenze 2 (28/11/2011, ore 13:31)
Però come un fulmine, mi si gela un attimo il sangue nelle vene quando intorno al 34mo scorgo, seduto a terra Giovanni Grossi con un soccorritore. gli grido. Mi risponde . Ho creduto che fosse in buone mani e ho continuato. Continuo a correre e resto concentrato sul ritmo senza però evitare di godermi il percorso che ora diventa sempre più bello. Si entra nel fascino di Firenze, nel cuore del suo centro storico. Il passaggio più emozionante di tutta la mia gara stava per arrivare. Prima della curva ne inizio a sentire il vocìo. Ed ecco che appare la spendida piazza del Duomo di Firenze con la folla di turisti e fiorentini stretti alle transenne che incitano, applaudono; bambini che si sporgono per dare il cinque. Mi diverto, corro e corro anche veloce tra le altre cose. Sulle ali dell'entusiasmo cerco il cinque di altri bimbi lungo le transenne e volo via nelle stradine che ancora mi separano dal traguardo. E sì perchè la maratona non è ancora finita. Ed è il rifornimento subito dopo il 40° che me ne fa accorgere (la maratona dovrebbe essere finita "dicono" perchè gli ultimi 2km non si contano!!) perchè mi spezza il passo che non riuscirò più a recuperare. Ed è lì che ho perso l'obiettivo delle 3.59'59". Ma comunque cerco di stringere i denti e continuo ad avanzare mentre i km effettivamente sembrano durare sempre di più. Ma c'è poco da pensare ormai. L'ho chiusa anche questa e arrivo bene al traguardo cercando di spalmare le ultime risorse e sentirmi bene anche dopo l'arrivo. E così è stato. I km nelle gambe ci sono. Si tratta di lavorare sul ritmo. Ma c'è tempo. Le maratone non mancano. Trascorso oggi c'è da studiare. Quale la prossima?
- La mai FIRENZE (28/11/2011, ore 13:08)
Ritornarci dopo circa 15 anni e non crederci. Sì, perchè per gareggiare, quelle poche volte che gareggio, vado l'ammazzo e torno. Come a Padova. E come a Firenze. Sabato mattina ero a casa e domenica sera...ero di nuovo a casa e me ne sono accorto quando leggevo il diario di Festina. Solo allora ho raccolto di nuovo un pò le idee, i pensieri e i ricordi e hi fatto mente locale: ho gareggiato di nuovo; ho corso una maratona; ho corso per le strade di Firenze. Bella Firenze. Ci aha accolto con una spledida giornata di sole, a volte quasi tiepida, nualla a che vedere con le precedenti edizioni. Sono stato all'Expo, il sabato, finalmente dopo tanto tempo e lì ho potuto di nuovo "sentire" l'aria della corsa. Ho incontrato subito il grande RobertoTV che mi aspettava all'ingresso col quale abbiamo trascorso tutta la mezza giornata. Dopo il ritiro del pettorale, passaggio obbligato dal nostro Giorgio e foto di rito allo stand. Stefano Baldini sempre molto disponibile. La foto non può mancare. Un acquisto (ASICS), in attesa di Serena che ci raggiunge con la sua splendida famiglia e Festina. Incontriamo anche Flaviano (l'avevo già conosciuto a Padova) che però non correra e alla fine il nostro artista, Giò, che correrà la maratona in rosso, dice...La sera è andata via piacevolmente a cena con Serena e il marito Marco e RobertoTV: Festina, accompagnato dalla moglie per impegni famigliari ci è dispiaciuto non averlo avuto con noi.
La sera in hotel sono davvero indeciso su come vestirmi il giorno dopo. La temperatura e la bellissima giornata di sabato mi hanno davvero spiazzato. Ho riempito il bagaglio di un sacco di roba che per lo più non userò, come al solito!!! Una cosa è certa: il pettorale la sera prima lo appunto con le spille da balia sulla nuova maglia ASICS a maniche corte; almeno questo è un punto fermo. Alla fine deciderò per indossare sotto quella anche la nuova maglia rossa a maniche corte intima del pacco gara (sempre dell'ASICS). Si rivelerà davvero una scelta azzeccata. La mattina della gara, la sveglia alle 06:00 mi sveglia, al contrario del solito dove son io che la zittisco: in effetti i voli si fanno sentire e forse anche un pò di stanchezza accumulata. Però in compenso ho dormito bene. Colazione in hotel con altri runners e, sinceramente un'altra mezz'oretta nel calduccio del letto, mentre Roberto e Serena già messaggiavano dei loro spostamenti verso la zona partenze. Il mio hotel è molto vicino alla partenza. Ma finito di indugiare provvedo ad avvicinarmi anch'io. Prima della partenza c'incontriamocon Serena, Roberto e Giò e sorpresa Giovanni Grossi che si è deciso di essere dei nostri alla maratona.
Prima di entrare nella mia griglia incrocio anche Linus, un saluto e via nella gabbia. Eccola qui. Da quanto tempo!! Trascorrono diversi minuti prima della partenza ma ...si parte. Mentre cerco di ricordare a me stesso di evitare di zigzagare per recuperare posizioni sorpassando trascorrono inesorabilmente i primi km sui viali dove ho modo di prendere il mio passo cercando di correre il più rilassato possibile e godermi la mia maratona (la terza dell'anno: non è male, in fondo!).
Arrivo alla mezza, col senno delle gare precedenti (ma il mio riferimento è sempre la prima, Roma, con le esperienze e le sensazioni nonbelle vissute) che mi sento abbastanza bene e tra il 22° e il 23° km, forse troppo rilassato, controllo il Garmin e mi accorgo che il passo stava degenerando. Mi concentro e accelero e così facendo mi accorgo di sentirmi anche meglio fisicamente. In fondo è verità perchè ho fatto registrare per la prima volta un negative split tra la prima e la seconda parte della gara, recuperando più di 800 posizioni dall amezza in poi. Ecco che una preparazione più accorta avrebbe fatto registrare un risultato sicuramente poco poco diverso.
Ma come si fa con i ristori?? Ad ogni ristoro non mi sono mai fermato ma purtroppo riprendere il ritmo a seguito del riformimento per per è davvero dura. Il diesel ci mette un pò per riprendersi ma il danno è ormai fatto e mi sono guardato bene dal recuperare il tempo "perso" al ristoro accelerando per paura di "saltare". Bello anche se inaspettatamente duro il seppur corto passaggio di fronte a Palazzo Pitti con il pavè obliquo che mi ha dato un pò fastidio (non ricordavo più quella pendenza) e suggestivo ma anche psicologicamente forte il passaggio adiacente a Ponte Vecchio che si sarebbe attraversato poi verso la fine delle nostre fatiche (e mancavano ancora 20km). Aspettavo di arrivare al 30° in zona stadio, che Serena mi aveva descritto meno bellina di tutto il percorso. In effeti non è un gran chè. Ma anche quella zona è passata, come altre stradine anonime che sinceramente ti fanno davvero valorizzare le belle stradine delle tanto vituperate Cascine della prima parte della gara: davvero un bel parco. Intanto vado. Corro. Corro bene.
- Maratona di Padova 2di2 (19/04/2011, ore 14:44)
Davanti ad ogni casetta, c’era la rispettiva famiglia che incitava, suonava e appluadiva i maratoneti. Un bellissimo spettacolo.
Nel frattempo io continuavo a correre al mio ritmo, sempre sotto i 5’40”. Non ho saltato un ristoro. Mi sentivo bene e mi stavo davvero divertendo. A Camposampiero, se non erro, ho scattato anche delle foto in corsa. Questa volta, la brutta sensazione vissuta al giro di boa a Roma non c’è stata. Ho avvertito una flessione, sì, dal 33mo in poi, ma avevo iniziato il conto alla rovescia ed ero predisposto, pronto, testardo per continuare fino alla fine, correndo senza mai fermarmi al passo, neanche ai ristori. Anche il caldo effettivamente si è fatto sentire ma non è certo una scusante. Se un calo c’è stato questo è dovuto, immagino anche alla precedente impegno di Roma che mi avrà reso il conto. Nonostante ogni km sembrasse più lungo ormai eravamo arrivati in città; il paesaggio cambiava e purtroppo anche il contorno. Immagino che l’ora di pranzo abbia trattenuto i patavini alle loro tavole domenicali imbandite a festa (delle Palme). Ad un certo punto quello che non mi aspettavo e allora m’immedesimavo a Venezia: dopo il 39mo km il ponte sulla ferrovia. Era bello erto e non c’è discesa che compensi, a confronto, quando hai alle spalle già quasi tutta la maratona. Ma ormai il più era fatto (col senno di poi, chiaramente) anche se proprio nel centro storico il pavè c’ha messo del suo. Meno male che la bellezza delle stradine, dei viali, dei portici e il passaggio davanti alla basilica di S. Antonio (che ringraziavo per il tragurdo raggiunto) hanno mitigato le fatiche! E pensavo: se sono arrivato fino a qui allora posso anche continuare fino al traguardo. Anche perché proprio vicino alla basilica c’era la pizzeria dove la sera prima avevo mangiato la mia margherita (prima del piatto di pasta all’Expò!); e allora ci sarà l’ultimo piccolo tratto, terminato il quale ecco che mi affaccio nella enormità della bellezza di Prato della Valle che mi accoglie con tanti spettatori e turisti. Ed ecco allora che dedico anche a loro, a tutta la bella Padova, a tutto il forum e ai miei cari, gli ultimi 200 metri con una progressione inaspettata chiudendo a 5’/km il tratto e la mia seconda bellissima maratona in 4.04:08. Ero davvero soddisfatto e felice. E alla fine, prima di incontrarci con Vito e Annamaria che nel frattempo terminavano splendidamente le loro imprese, “cuzzupe per tutti”: sdraiati, accaldati e rossi abbronzati come gamberi al forno su Prato della Valle con RobertoTV, Andrea VI e suoi due amici abbiamo mandato giù dopo 1000 km i tortini pasquali glassati e zuccherati dopo il naufragio sulle spalle (avrei preferito portarlo sulle spalle in maratona, sinceramente, non alla fine!) di quel matacchione di quello che era già fresco, dopo aver corso la mezza, di Andrea VI, che gridava da lontano: Pinooooooooooo!!!!!!!!!!!





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