I miei racconti
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- 4° tappa Cannes - Limone Piemonte (09/04/2011, ore 09:39)
Dopo aver dedicato un intero giorno al nulla in quel di Cannes, riprendono le fatiche:
Si deve tornare verso casa e riprendono le montagne alte-toste e faticose.
Ore 5.30 suona la sveglia e alle 6.00 siamo già a pedalare.
I primi 70 Km sono un bel lungo costa con diversi saliscendi incrementali, c'è un bel clima che fa girare bene le gambe e l'aria di mare aiuta a pedalare ma a farci pensare a cosa ci aspetta (il famigerato Col di Tenda), ci sono già delle belle salitelle incrementali che ci portano già anche a quota 800 metri.
Passiamo per Antibes, Nizza, Monaco (dove ci concediamo di fare i pirla a tirare come pazzi sull'asfalto del gran premio nel tratto "piscine") ed infine a Menton abbandoniamo la costa per la montagna, quella spezzagambe.
Sappiamo che a Tende dovremo passare il tunnel con la navetta bus (mazza, 12 euri cadauno per buttarci la bici in un portabagagli di un bus per 10 Km) per l'assoluto divieto ma l'Argentera o Pontechianale diventavano alternative infattibili per lunghezza tappa e il tempo stringeva per dividere ancora il viaggio in un'ulteriore tappa.
In 7 ore e 27 min abbiamo fatto 123 Km per arrivare al Tenda, prendere il bus per 10 Km e da Panice Soprana, una bella discesa fino a Limone Piemonte dove andiamo a divorare un menu (non proprio da ciclisti) fatto di polenta concia e spezzatino di cinghiale.
- 3° Tappa Castellane / Cannes (km 100) (07/04/2011, ore 08:34)
Si continua con la "Strada di Napoleone" con una tappa di "riposo attivo" di meno di 100 Km che ci porta con un paio di saliscendi iniziali fino al mare.
Inutile dire che i Km e le salite fatte finora stanno lasciando il segno e la stanchezza incombe ma l'idea di vedere il mare dopo tutta questa montagna mette di buon umore.
Si parte e subito la prima salita ci porta da quota 700 metri a quota 1100 su strada semideserta che costeggia i campi e piccoli borghi di case sparse, l'asfalto è bello e nonostante la fatica accumulata le ruote girano.
Scolliniamo e continuiamo a pedalare ed il paesaggio cambia lasciando spazio ad ampie vedute di campi che a breve si riempiranno di lavanda.
Da Saint Vallier de Thiey a Grasse è tutto un campo e la primavera comincia a colorare di un nuovo verde i prati.
Un ultima salita e poi si scende verso il mare, nel tirare la salita, mi accorgo che il piede sinistro balla troppo sul pedale e ciò non mi piace, mi fermo e vedo che ho perso (chissà dove) una vite di tenuta della tacchetta della scarpa sinistra......non riesco a capacitarmi!! (tradito dagli spd shimano!!!).... cominciano le prese per i fondelli del compagno di avventura che mi mostra i suoi attacchi look saldi e precisi, le 3 viti delle sue tacchette a tenere il tutto contro le mie sole 2 viti (ora una) e si prova quindi a fare un trapianto di una vite sua per rimettere in funzione l'attacco del mio.
"Dio stramaledica il sig. Shimano"!!!! non è compatibile!!! una vite a brugola di dimensione diversa e quella della tacchetta look resta corta e non prende.
Cominciamo a guardare come fare per risolvere e riusciamo ad individuare nella vite della regolazione dell'avanzamento sella il possibile donatore compatibile.
Funziona alla meno-peggio, con difficoltà si riesce a salire l'ultima salita ed arrivare alla cittadina di Mougins dove troviamo un ferramenta che riesce a mettermi a posto il problema (24 Km devastanti!!!).
Gli ultimi 30 Km sono tranquilli ed in discesa e la ritrovata comodità di pedalata mi fanno sentire come un bambino davanti al giocattolo nuovo.
Arriviamo al campeggio con la consapevolezza che l'indomani sarà un giorno di riposo.
Distance
94.12 kms
Time
4:36:17
Ascent
1221 meters
Descent
1953 meters
Start Elevation
743 meters
Finish Elevation
12 meters
Minimum Elevation
3 meters
Maximum Elevation
1261 meters
- 2° Tappa "La Via di Napoleone" Savines Le Lac / Castellane (km 150) (04/04/2011, ore 19:30)
Dopo una dormita tutta d'un fiato, arriva inesorabile la sveglia alle 7.00, colazione abbondante (compresi aminoacidi e pastone iperproteico) e siamo nuovamente in sella.
I primi Km che costeggiano il bel lago scorrono ma alla prima salitella apparentemente semplice, le gambe fanno ancora fatica a svegliarsi e quella che sulla carta doveva essere una salita di potenza (300 metri di dislivello spalmati in 5 Km viene comunque affrontata in agilità col rampichino 34x22) e si arriva a Le Vernet a vedere la prima salita impegnativa della tappa.
Ci si guarda un attimo in faccia e dicendoci "Berlusconi chi mette il piede a terra per primo" si sale con alcuni punti belli tosti da costringerci a zig-zagare e prendere tutta la carreggiata, ci diciamo l'un l'altro che siamo delle pippe: ieri a salire le cime dei 2000 e oggi semisconfitti a quota 1400 ma comunque si sale e si arriva in cima.
Non si sa più nemmeno quale parte del corpo non faccia male ma dopo una breve sosta in cima si è pronti ad assaporare una ripidissima discesa fino a Digne les Bains dove sbagliamo strada e ci distraiamo un pò ad assaporare il centro storico ed il suo maledettissimo pavè.
Ancora qualche Km e ci troviamo a Chateaureudon prima di affrontare nuovamente un'altra impegnativa salita fino a Chaudon Norante ci aspettiamo di vedere per la strada prima o poi il nostro camper che ci sorpassa ma per un'incomprensione, le nostre signore, anzichè fare la nostra strada hanno fatto la strada da Barcellonette e sono già ad Angles, quasi vicine al punto di arrivo ma comunque non distanti da noi.
Mancano solo più gli ultimi 30 Km e la tappa è finita e ci accompagna lo stupendo panorama dell'imbocco delle Gole del Verdon.
Stanchi ed indolenziti troviamo per strada un negozio di bici dove un disponibile negoziante ci mette a disposizione il banco per fare una rapida manutenzione ed un controllo perfetto della centratura ruote rivelando un paio di raggi da tirare.
Arriviamo sul camper e si va alle votazioni, io vorrei fermarmi un giorno per recuperare un pò, idem l'altro ciclista mentre le nostre compagne propongono per l'indomani St.Tropez che disterebbe 110 Km ma che allungherebbe comunque il giro di questi 110 Km portando a 1000 i Km finali.
Si arriva alla decisione che l'indomani ci si sveglia tutti alla stessa ora e la truppa ciclistica punta per Cannes mentre la truppa motorizzata andrà a St Tropez per ripartire poi alle 15.00 ed essere per le 16.30 a Cannes dove finalmente ci si fermerà un giorno.
- La Via di Napoleone (Se nella vita non si fa qualche cazzata, è come non esistere!!) (01/04/2011, ore 18:40)
6 giorni di ferie..... che fare?
Giretto a tappe in bici con mogli (sante donne) in camper a fare seguito (anzi anticipo e base fissa).... l'allenamento portato avanti finora è folle, per quest'anno è finalizzato al Ghisallo e con la bici non sono proprio l'ultimo dei pivellini e allora.......una sera dopo cena (chissà cosa mi ero bevuto per spararla grande così) propongo un bel giro a tappe di quelli tosti e....(come immaginavo) solo un altro pazzo a dirmi "ok, si va!"..... così io e lui come Coppi e Bartali, come Pantani e Ullrich o meglio ancora come Gianni e Pinotto a pestare i pedali, a imprecare e a maledirci l'un l'altro per i vari Km, per i vari tornanti, per ogni salita spaccagambe e le nostre mogli in camper, come Thelma e Louise ad anticiparci nel viaggio, a scortarci nell'avventura, ad arrivare prima a destinazione e impiegare il tempo a fare shopping e svuotare le carte di credito:
LA VIA DI NAPOLEONE A TAPPE
1° Tappa Torino - Savines Lac Km 190
Si parte tosto e duro alle ore 5.40 del mattino Torino, Pinerolo, Perosa Argentina e si comincia a salire...maledizioni, impropri,santi scomodati dal Paradiso...il mastodontico Forte che si avvicina a noi molto lentamente, altre maledizioni e altri Santi scomodati e siamo a Fenestrelle (2000 metri s.l.m.), si scende con attenzione e si risale nuovamente....non siamo ancora a metà strada della 1° tappa e già vorremmo aver finito tutto, la tappa e forse anche la vacanza.... a ogni camper che passa ci guardiamo in faccia e senza nemmeno parlarci, ci diciamo unanimamente e a sincrono "Siamo due coglioni!!" ma la strada scorre....Sestriere e Monginevro.....completamente sfatti ma il grosso è fatto, (anche se siamo appena a metà tappa), la salita è finita si svaligia la panetteria-salumeria con 2 panini e ben 3 etti (abbondanti) di prosciutto ciascuno e in previsione della discesa due bei pezzi di cartone a contatto petto....come si faceva una volta.
Si rimonta in sella e giù con estrema attenzione a far ballare i polpacci (nella speranza che i pittbull che li stanno azzannando si stacchino), continuiamo a trangugiare tutto ciò che troviamo ancora nelle tasche: mandorle, uva passa, frutta disidratata e siamo a Briancon e poi a Guillestre e ancora giù nel paesaggio che scende più dolce ma con un vento che fa riflettere anche sui dettagli (perchè abbiamo montato i cerchi a profilo alto?) ..... ma il ritornare a pensare all'intera pazzia fa sorvolare i dettagli.... e allora ce ne catafottiamo di tutto e si viaggia appaiati, il vento tira da sinistra a destra, così viaggiando appaiati capiamo subito che preferiamo le maledizioni francesi degli automobilisti piuttosto che il vento laterale per tutti e due e decidiamo di dividerci quel vento un pò ciascuno.
Alle ore 16.00 circa siamo al campeggio davanti al camper CHIUSO A CHIAVE ad attendere le mogli che ritornino dallo shopping..... ci fiondiamo al bar e decidiamo di attenderle davanti ad una cioccolata fumante......
Alle 17.30 si presentano le signore, doccione bollente e mega spaghettata (2 porzioni da gentil sesso e 2 porzioni da lupi affamati), nemmeno il tempo di raccontare un pò l'avventura che la stanchezza la fa padrona e rischia di farci addormentare a tavola.
In previsione della sveglia dell'indomani, per non essere troppo disturbate, le signore dispongono che loro dormono assieme nel letto matrimoniale del mansardato e noi atleti nel letto matrimoniale di coda.
Salvati solo dal massaggio defaticante fatto dalle nostre rispettive signore per non passare da finocchioni a tutti gli effetti, chiudiamo gli occhi e ci prepariamo per la seconda tappa.
RESOCONTO TAPPA:
Km 193
Tempo: 10 ore circa (9.30 in movimento)
Dislivello: 5380 metri di cui 2940 in salita
Nei prossimi giorni scrivo le altre tappe
- Torino - Mare (24/08/2009, ore 14:34)
Sono le 4,45 precise quando aggancio il pedale sul marciapiede davanti casa e inizio il mio viaggio in direzione sud.
Attraverso la città sonnacchiosa, silenziosa e deserta.
E' sempre bella Torino di prima mattina.
L’aria è frizzante, il cielo cede l'ultimo tono blu scuro all' azzurro intenso.
Si parte!!
Passata Stupinigi la campagna si apre, e un "doping naturale" fatto di campi freschi di concime mi accompagna fino alle porte di Bra.
Mentalmente sono preparato a qualsiasi evenienza ma confido nel bel tempo su tutto il viaggio; nelle mie tasche non ho certo scordato di mettere manicotti e gambali ma non sono proprio un kit completo di abbigliamento da pioggia.
Per tirare avanti oltre al nutrimento dato dal piattone di riso delle 4.00 ci vuole la musica, dunque calco nelle orecchie gli auricolari dell’I-Pod e riparto (Inxs, Pink Floyd, Rage against Machines e Ska-P) in ordine casuale. Questi primi chilometri che mi conducono dalla provincia di Torino a quella di Cuneo fino alle porte del Roero sono piuttosto noiosi, ma tamburellando i ritmi con gli indici sul manubrio bene o male passano.
Alle 7.15 sono a Bra, alle 8.30 approdo a Bene Vagienna, l’antica Augusta Bagiennorum, sede di un importante sito archeologico romano.
È tempo di prepararsi alle prime salite, e qui mi fermo per la colazione e il riempimento delle borracce.
La pasticceria è già "affollata",il cappuccino è buono, e la brioche è davvero deliziosa. Ci sono alcuni motociclisti nel bar, uno di loro guarda curioso la mia mappa attaccata al manubrio, e sgrana gli occhi quando gli dico che sono partito da Torino e mi sto recando al mare.
Comunque, essendo del posto non manca di darmi alcune “dritte” sulla strada che sto per percorrere: «Certo che ti sei scelto un tragitto duro… Da qui in poi son tutti saliscendi!».
Lo so, rispondo, "D’altronde che gusto c’è a fare i cicloturisti sulle noiose e trafficate Statali di fondovalle?"
Direzione Carrù, la strada si fa più suggestiva e interessante, ma anche faticosa. Punto verso Vicoforte Mondovì, e qui incontro finalmente un gruppo di ciclisti. Sono ragazzi del posto, chiacchieriamo sull’argomento randonnèe, bici e competizioni e ci si alterna a tirare il gruppo, poi è tempo di salutarci: i ragazzi vanno a Bastia di Mondovì, mentre io proseguo su per le ripide colline.
Sono strade amene e senza anima viva in giro. Alcuni strappi sono davvero molto faticosi, e non so più se maledire la mia malsana idea o complimentarmi con me stesso per la capacità di scalare quel percorso.
Salite e sole splendente che non mi molla un attimo mi provocano le prime cotte e dopo essermi svuotato addosso le borracce, trovo un signore intento a bagnare l'orto di casa che alle mie preghiere di innaffiarmi d'acqua torna per un attimo ragazzino, gli confesso di aver paura per la scorta d'acqua e dopo due chiacchiere mi tranquillizza dandomi una bottiglia e dicendomi che l'acqua in quelle valli non manca mai e che ci sono fontane in ogni paese.
Giungo a Vicoforte e devo trovare la direzione per il minuscolo villaggio di Moline. La trovo subito grazie ad un comodo cartello, che indica però una spaventosa rampa in pavè che mette a durissima prova le gambe e mi fa scendere di sella e proseguire a piedi per un centinaio di metri.
Per fortuna la strada spiana dopo poco e il pavè sparisce lasciando posto ad un bell'asfalto nuovo nuovo.
La strada diventa panoramica, sotto di me alla mia destra c’è il verdeggiante cupolone ellittico del maestoso Santuario di Vicoforte e mulino la salita fino alle porte di Moline dove come un miraggio trovo una magnifica fontana, è d’obbligo una bella rinfrescata e proseguo verso Roburent nell' ambiente tipico montano in direzione Pamparato, sono colpito in particolar modo dalle numerosissime fontane in pietra di Roburent, praticamente ce n’è una ogni duecento metri e sorrido a pensare a quello che era la mia grande preoccupazione...l’acqua di sicuro non manca in questo posto...
Inizia la salita al Colla di Casotto e ho volutamente spento la musica in questa fase, comincio a sentire i polpacci legnosi e alterno barrette, sali e acqua, non c’è anima viva in giro, e questo fatto mi lascia sgomento...solo a pensare alla "cazzata che mi è venuta in mente di fare", solo a maledire quelle salite e piano piano scorrono il Colla, Garessio e il Colle di Nava ed infine Pieve di Teco dove la pendenza spiana e si comincia ad assaporare l'aria misto salmastro.
Mi fermo in cima un attimo a massaggiarmi le gambe devastate dalla salita prima di buttarmi nella discesa.
Il "mostro" è domato e ora non c'è più nulla a far paura lungo la strada, solo un lungo discesone fino all'Aurelia e poi una manciata di Km.
Arrivo e guardo il computer sulla bici.... la batteria del garmin non ha retto :-( in 8h 46' ho percorso 213 km e l' altimetro segna 2615 metri di dislivello.





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