I miei racconti
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- Addio Maratona 2^ parte (30/01/2010, ore 00:18)
La pratica consiste in: “ESERCIZI DI POTENZIAMENTO A CATENA CINETICA CHIUSA DEI MUSCOLI FLESSORI – ESTENSORI (VASTO MEDIALE, VASTO LATERALE, QUADRICIPITE, FASCIA LATA); LEG PRESS – LEG CURL – CALF – SQUAT A 30° - LEG EXTENSION MAX 30° (10/15 KG MASSIMO PER 20 RIPETUTE E 3 SERIE). ASSOCIARE, SE POSSIBILE, ISOCINETICA E VECTOR”. ASSOCIATI A: “ESERCIZI DI STRETCHING. MUSCOLI FLESSORI; MUSCOLI ESTENSORI-(VASTO MEDIALE-LATERALE-DELLA FASCIA LATA-QUADRICIPITE); MUSCOLI SURALI. Al termine della corsa, dopo lo stretching, applicare ghiaccio per 15-20’. Alla mia domanda sui km settimanali di corsa il dottore mi risponde: “Devi puntare sulla qualità e non sulla quantità, corri pure perché l’articolazione non avrà ulteriore nocumento dalla corsa, usando scarpe adatte e se non esageri con le distanze, anzi con l’attività fisica nel ginocchio saranno presenti più mitocondri che se stai fermo. Cerca di tornare a nuotare (non a rana!) almeno una volta a settimana e dimentica la maratona…”. Azz! Era proprio quello che non volevo sentirmi dire! Il mondo (della 42 km.) mi è crollato addosso. Adesso eccomi qua a calcolare una tabella per preparare una 10 km poi penserò ad una mezza. E per applicare la terapia conservativa mi sono anche dovuto iscrivere in palestra (ed io che preferisco correre all'aria aperta...!) L’amico di sempre (ha qualche anno più di me) col quale condivido gioie e dolori, all’indomani della visita mi ha chiesto: ALLORA, COME VA IL GINOCCHIO? Alla mia risposta sulle condizioni dell’articolazione mi diceva: “BENVENUTO NEL CLUB DEGLI ULTRACINQUANTENNI…”. Ri Azz! Avevo dimenticato di averli compiuti a luglio scorso.
Spero di aver chiuso con gli infortuni.
- Addio Maratona (30/01/2010, ore 00:12)
Come ho già avuto modo di raccontare cominciavo a correre nel 1999 una sola volta alla settimana nel week-end (facevo nuoto tutti i giorni) giusto per scambiare quattro chiacchiere con gli amici. Inutile dire che usavo scarpe risalenti al 1993 non da running e mi coprivo con maglie e felpe pesanti per paura del colpo di freddo...mamma che sudate! Piano piano mi sono fatto coinvolgere dalla corsa ed ho fatto la prima mezza nel 2005 e la prima maratona nel 2006. Nel 2008 facevo Roma in 3h41' e la mezza di Napoli in 1h44' ed ero contento di come "viaggiavo" in allenamento, senza particolari sofferenze. Purtroppo l'euforia era destinata a finire nel mese di agosto 2008, mentre mi allenavo per partecipare alla maratona di Berlino venivo investito da un motorino e riportavo la frattura del capitello del gomito sx. Sosta un mese, riabilitazione e ripresa con difficoltà, forse a causa dell’età. Riuscivo comunque a riprendere abbastanza bene ed a maggio 2009 prima 10 km ufficiale col tempo di 44’. Grazie alla dieta “fai da te” ero dimagrito e pesavo 69 kg. (sono alto 1,75 mt.). L’euforia era tornata ed il mese dopo mi presentavo all’AVIS per la consueta donazione semestrale. “Non puoi donare”, hai l’emoglobina a 11, diceva il medico di turno, fai la sideremia, ferritina e transferrina. Inutile dire che i valori erano tutti bassissimi ed il medico di base voleva indagare sulle cause dell’anemia sideropenica, quindi prescriveva una colon-scopia (si dice così?) ed una gastroscopia, “per vedere dov’è la perdita”. Mi limitavo a fare la gastroscopia e l’esame di sangue occulto nelle feci, rifiutandomi categoricamente di sottopormi alla colonnoscopia. Fortunatamente gli esiti erano negativi e l’anemia altro non era che una conseguenza degli allenamenti ed un’alimentazione non adeguata, povera di carne rossa. Mi fermavo tutto il mese di luglio e parte del mese di agosto per consentire alle flebo di ferlixit (ne ho fatte 10) di ripristinare i valori del ferro nel sangue. Nel frattempo mi accorgevo di avere un linfonodo all’inguine sx e quindi TAC total body per cercare di capire la causa: all’esito il medico mi dice “non morirai per quel linfonodo, stai tranquillo”. Probabilmente si dovrebbe trattare di una risposta del sistema immunitario allo stress degli allenamenti. Sto ancora aspettando che si riassorba, anche se lo sento sempre più piccolo (il linfonodo), col passare del tempo. A un mese dalla ripresa cominciavo ad avvertire un dolore sopra al ginocchio sx. che addirittura si gonfiava. Pensavo alla rotula, al tendine, ai legamenti, m’illudevo fosse una contrattura muscolare. Non avendo subito traumi, mai potevo pensare fosse il corno posteriore del menisco mediale. Ghiaccio, pomata all’arnica e riposo miglioravano la situazione e così riprendevo a correre. A caldo il dolore scompariva completamente (se non nella massima compressione dell’articolazione) per poi ripresentarsi la mattina successiva con rigidità del ginocchio. A dicembre mi decidevo ad andare dallo specialista, anche egli corridore (fa la maratona in 3h10’), fidandomi che mi avrebbe consigliato obbiettivamente a differenza del mio medico di base che diceva di ridurre drasticamente le uscite ed i km. Il bravo professionista dopo la visita diagnosticava “sospetta lesione del corno posteriore menisco interno” ma, con mio sommo piacere, diceva che potevo continuare a correre applicando il ghiaccio dopo lo stretching. Ovviamente mi prescriveva una risonanza che purtroppo dava il seguente esito: “PRESENZA DI VERSAMENTO IN SEDE SOVRAROTULEA E NEL COMPARTO POSTERIORE. NORMALI I LEGAMENTI CROCIATI ANT.E POST. E COLLATERALI. NOTE DEGENERATIVO-MENISCOTICHE AVANZATE A CARICO DEL CORNO POSTERIORE DEL MENISCO INTERNO, DISOMOGENEO E DI ALTERATO SEGNALE. NORMALE L’INTENSITA’ DI SEGNALE DELLA FIBROCARTILAGINE MENISCALE ESTERNA. ISPESSIMENTO REATTIVO DELLE SETTATURE DEL CORPO ADIPOSO DI HOFFA. ROTULA IN ASSE; NELLA NORMA IL TENDINE DEL QUADRICIPITE ED IL ROTULEO”. Intanto continuo a correre (i miei amici faranno la maratona a Vienna il 18 aprile prossimo) i lunghi a 5:30, la CL a 5:20, la CLS a 5:05, la CM a 4:50 e le RL a 4:30. Vado dal doc con la rmn e purtroppo la diagnosi diventa: “MENISCOSI DEL CORNO POSTERIORE DEL MENISCO MEDIALE SN”. Il medico corridore mi dice che non si tratta di un fatto traumatico ma di un problema degenerativo del menisco, probabilmente a causa della nuotata a rana e dell’uso di calzature inadeguate sino al 2005. La conseguenza di questo purtroppo sarà l’artrosi al ginocchio ed ha prescritto 45 gg. di terapia conservativa da fare in palestra o presso un centro di riabilitazione, nella speranza di evitare l’intervento in artroscopia che sarà indispensabile se il dolore non passa. La prescrizione consiste nella pratica di: (segue)
- La mia vita da sportivo 2 (13/01/2009, ore 17:56)
La femmina, pigra ma furba quando s'accorgeva che il suo istruttore (mai io che ho sempre cercato di fare il genitore) la stava cronometrando andava apposta più piano per non farsi selezionare nella squadra agonistica. Adesso ha 24 anni, neo-laureata in ingegneria ed istruttrice di scuola nuoto nello stesso impianto. Il maschio (come sempre meno smaliziati) invece andava forte. Cominciava a brillare e così si è sorbito 8 anni di attività agonistica con allenamenti di 3-4 ore al giorno e gare la domenica. In pratica ha cominciato a vivere a 16 anni quando ha capito che di Rosolino al massimo poteva esserci uno solo...Anche il ragazzo, adesso 20 anni e studente di legge, fa l'istruttore nella stessa piscina. Nel 2003 avevo 44 anni ed ero in buona forma fisica, grazie alla piscina (...chi nuota si nota!). I miei amici un poco meno e loro decisero di cominciare a correre solo il sabato. Io dunque continuavo a nuotare ogni giorno tranne il sabato che dedicavo agli amici per correre o per uscire con loro in barca a vela (stupendo..). Nel 2005 decidevamo di partecipare alla prima mezza (Tappino-Altilia) e quindi dovevamo prima iscriverci alla società podistica del paese, dove abbiamo conosciuto altra bella gente, e poi correre almeno 3 volte alla settimana. Gli altri tre giorni li dedicavo al nuoto..Poi andiamo, nel 2006, a fare la maratona di Praga, bella città ricca di storia e così via Roma e poi ancora Roma. Logicamente per preparare la maratona devi uscire almeno 4 volte alla settimana e quindi dedico solo uno o due giorni al nuoto. Nelle ultime tre settimane che precedono una gara podistica poi, per scaricare non nuoto per niente. Il prossimo obiettivo la maratona di Vienna del 19.04.2009 se riusciremo ad organizzarci con il gruppo. Oppure Napoli. Adesso i dirigenti della società di nuoto stanno facendo pressioni per il triathlon. Non so come reagirò, devo pensarci. In bici ci vado solo per spostarmi in paese.
- La mia vita da sportivo (13/01/2009, ore 17:34)
Mio padre giocava a pallavolo con il CRAL dell'azienda cui era dipendente e mi portava al palazzetto dello sport quando si allenava..avevo 9 anni e cominciai a frequentare la palestra con lo stesso CRAL e partecipavo agli allenamenti di lotta libera con i "grandi". Chiedevo al babbo di portarmi in piscina ma a quei tempi erano poche e non si trovava posto...il nuoto era per pochi. A 12 anni riuscivo finalmente a frequentare una piscina ma era molto distante da casa e cominciai così con il mini-rugby...All'ITIS ovviamente passai al rugby, ruolo "tallonatore" e dopo gli studenteschi militavo nella serie B (non è come il calcio...). All'età di 19 anni durante una partita di campionato sbagliavo (colpa mia..) un placcaggio entrando a testa alta e mi rompevo letteralmente la faccia (per un pelo non ci rimettevo l'occhio dx..). Addio al rugby. Senza fare sport non sapevo stare ed allora vado in palestra x Ju-Jitsu. Dopo 4 mesi la prima cintura (gialla?) e durante una caduta in avanti mi rompevo la spalla dx. Addio alle arti marziali. Parto per militare, ritorno lavoro, matrimonio a 24 anni, vengono due figli, sport arrivederci..ormai facevo solo la partita di calcetto il sabato sul campo dell'oratorio. A 30 anni, dopo il 2° figlio avevo superato 85 kg. (ero 70-72 prima di sposarmi..) e decido di scendere nuovamente in acqua. Avevano ultimato una piscina da 25 mt. a pochi km. da casa mia. La vecchia passione mi prende, i dirigenti della società mi invitano a collaborare come tecnico ed io accetto volentieri: possibilità di allenarti quando potevi, trasmettere agli altri la passione per il nuoto, stare con persone più giovani di te. I miei allievi e gli altri istruttori della società mi convinsero poi a partecipare ai master di nuoto e quindi vai con allenamenti quotidiani di 3,5-4 km. I figli crescevano bene ed a 5 anni anche loro iniziavano la scuola nuoto. ...segue...





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