Giovedì 21 Gennaio 2010
I cross.... le nostre corse campestri
Basta fare un passo indietro con la mente per ricordarsi che molti di noi hanno fatto conoscenza con la corsa durante gli anni della scuole medie o superiori. A quei tempi, correre non era poi così bello, mentre bello era non andare a scuola. Chi praticava sport o dimostrava di avere qualche attitudine veniva subito “ catturato” dall' insegnante di educazione fisica e “lanciato” in gara. Impossibile dimenticare quei momenti. Gli anni passano, qualcuno da quel giorno non ha ancora smesso di correre, diversi quelli che hanno ricominciato in età adulta ed ora fanno parte del nostro mondo insieme a chi in quelle mattine preferiva ascoltare le lezioni degli insegnati invece di starsene un pò all'aria aperta, magari, sudando un pò e sporcandosi di fango. Questo accadeva ieri come oggi, le corse campestri vengono chiamate con questo nome di derivazione inglese “Cross”. Agli albori del boom del podismo alle campestri partecipavano solo gli atleti delle categorie assolute, poi, piano, piano sono sempre di più coloro che stanno scoprendo questo tipo di gara. In molte province da novembre- dicembre fino a febbraio marzo si svolgono dei veri e propri circuiti, una sorta di campionato, di gare campestre con tanto di classifica finale. Questa volta ci soffermeremo sugli aspetti tecnici di questo tipo di manifestazione podistica cercando di individuare i punti di collegamento con le gare podistiche su distanze variabili dai 10-14 km, la mezza e la maratona.
Perchè i cross si corrono in inverno.
Il podismo è “ figlio” dell'atletica. E' un “classico” che mezzofondisti impegnati in estate a correre in pista, in inverno corrano nei prati. Restare per periodi troppo lunghi senza stimoli agonistici potrebbe essere un errore. I cross servono quindi per garantire una sorta di continuità agonistica.
Il fascino del cross.
Correre le campestri è molto divertente. Affrontare le asperità del terreno, la pioggia il freddo, fa sentire fortissimi, in grado di dominare anche le condizioni atmosferiche..
Variare è bello.
Dopo una stagione passata a correre su strada, cambiare completamente tracciato, strade, è decisamente molto stimolante. Anche “la mente vuole la sua parte”. Le campestri proprio perchè sono brevi, in genere anche più delle normali corse su strada , non sono affatto noiose, anzi è molto bello correre a ritmi elevati per periodi di tempo decisamente molto più brevi rispetto a quelli abituali dei podisti.
A cosa servono.
Richiedendo sforzi intensi e relativamente brevi, le corse campestri servono a sviluppare la potenza aerobica. In un periodo in cui a causa del freddo, la pioggia, le poche ore di luce, è difficile eseguire allenamenti di qualità, partecipare alle campestri è sicuramente un ottimo sistema per restare in allenamento. Non solo, correndo le campestri si acquisisce maggior abilità nell'uso dei piedi. In altre parole, si sviluppa la capacità o sensibilità propriocettiva degli arti inferiori. Il piede impara a muoversi nello spazio anche con azioni finissime. Questo arricchimento motorio può essere un valido sistema di prevenzione degli infortuni. Correre su terreno accidentato o fangoso è decisamente più difficile che correre su asfalto o in pista. La campestre diventa quindi anche un buon mezzo di sviluppo della forza specifica.
A chi serve.
La campestre è breve ed intensa, in poco tempo bisogna dare tutto o quasi, ciò richiede una buona carica agonistica. Chi si avvicina al podismo con l'idea che sia un sport tranquillo e si trova coinvolto in una campestre può rimanere quasi scioccato, quindi per il suo esordio sarà bene scelga un tipo di gara dai contenuti agonistici meno accentuati. Questa è invece la gara adatta a chi in primavera vuole andare forte in gare fino alla mezza maratona. Gareggiare a ritmi elevati ed al tempo stesso poter sviluppare anche la forza specifica rappresenta una “forma di investimento”che darà i suoi frutti quando inizierà il periodo delle importanti gare su strada e delle mezze maratone.
Al maratoneta invece resterà molto utile partecipare alle gare campestri nei periodi lontani dalla maratona. La preparazione specifica per la maratona ha una durata variabile fra le 10 e le 12 settimane. Prima di tale periodo le campestri saranno utilissime per rendere più potente il “motore organico” e per rendere più forti i muscoli. Sarebbe un errore pensare che anche la maggiore abilità nella gestione del piede possa essere inutile per il maratoneta. Tutt'altro, quando però il giorno della maratona si avvicina, i mezzi di allenamento divengono sempre più indirizzati a correre più velocemente possibile per tutti i 42,195 km.
Ritengo sia preferibile evitare di partecipare alle corse campestri, specialmente se si svolgono su terreni molto accidentati o fangosi se non si è in perfette condizioni fisiche e muscolari insomma se si hanno infortuni più o meno latenti.
Preparare le campestri.
Come accennato sopra, sono dell'avviso che la partecipazione alle corse campestri possa costituire un 'ottimo mezzo di allenamento per le gare del periodo primaverile ed estivo. In sintesi sono convintissimo che le campestri servano a “svernare”. Penso a quanti amici podisti sono costretti ad allenarsi la sera dopo il lavoro, magari in regioni dove il clima è decisamente inclemente. Durante i due o tre allenamenti alla settimana sarà sufficiente che mantengano la capacità di correre. Allenamenti a ritmo progressivo o con qualche variazione di ritmo saranno più che sufficienti a mantenere una buona efficienza organica. Invece per l'efficienza muscolare sarà sufficiente eseguire alcuni esercizi di tonificazione degli arti inferiori a carico naturale, fare alcuni esercizi in palestra , usare piccoli attrezzi come cavigliere o elastici. La campestre domenicale diviene allora l'allenamento più qualificante della settimana. Continuo ad essere dell'avviso che la partecipazione a troppe gare non sia positiva, ma in questo caso, vivendole proprio come allenamento ritengo sia il caso di fare un’eccezione.
Possono però esserci amici podisti interessati ad andare forte in campestre. Loro dovranno pianificare la loro preparazione già da almeno due mesi prima dell'inizio della stagione, cercando di sviluppare la forza generale e specifica e la potenza aerobica a ritmi piuttosto elevati. Se vorranno partecipare ai vari circuiti, campionati, di campestre dovranno prevedere di dover gareggiare ed andare forte ogni domenica per due o tre mesi. Al termine dell'intenso periodo delle campestri consiglio di stare almeno per un mesetto lontano dalle gare in modo da poter rifare il pieno di energie nervose ed organiche. Eccovi un esempio di programma di allenamento nel periodo delle campestri. Vedrete che è prevista una gara ogni domenica e che durante la settimana sono previsti tre allenamenti. Chi vorrà potrà aggiungere un altro allenamento, della durata di circa 60' da correre a ritmo di corsa lenta ed eventualmente una sgambatina di 30-40' il giorno precedente la gara.
Volontariamente non vi ho messo le indicazioni con i tempi, ne tanto meno con le pulsazioni. Abituatevi ad ascoltare il ritmo della vostra respirazione, vi stresserete meno, non sarete costretti a guardare sempre l'orologio o il cardio. Certo ogni tanto per verificare a quale andatura cronometrica corrisponde il vostro ritmo respiratorio correte su un percorso segnalato oppure mettetevi il cardiofrequenzimetro e verificate a quante pulsazioni al minuto corrispondono i vari ritmi respiratori indicati.
CRF= corsa respirazione facile= dovrete correre rimanendo in condizione di poter parlare con facilità
CRLI= corsa respirazione leggermente impegnata= dovrete correre rimanendo in condizione di poter palare con leggera difficoltà
CRI= corsa respirazione impegnata= dovrete correre rimanendo in condizione di poter parlare con leggera difficoltà
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Le scarpe per correre la campestre.
Gli atleti evoluti, anche quelli che sono abituati a correre in pista, previo adeguato adattamento potranno usare le scarpe chiodate. Correre con le chiodate senza averle provate significa rischiare d’infortunarsi ai tendini o ai polpacci. Vi consiglio quindi di abituarvi a calzare questo particolare tipo di scarpe eseguendo qualche allenamento in campestre o meglio che niente in pista.
Il terreno di allenamento.
Se potete correte su percorsi accidentati e sterrati vi servirà a sentirvi più a vostro agio quando affronterete la gara. Buon divertimento.


6 commenti
Ciao Fulvio,
Ero uno di quelli matti per lo sport che amava l'insegnante di ed Fisica e l'ora di fisica l'aspettavo con il conto alla rovescia, in piu' fui catturato alle scuole elementari per andare a correre in pista di atletica. Peccato che ho solo iniziato e poi continuato a 28 anni. Penso che la campestre sia appassionante e cerchero' in un imminente futuro di parteciparvi.
Anche io mi ricordo il mondo delle campestri! 2 km sembravano non finire mai!
Però Fulvio tu sai perchè erano belle le campestri? Perchè se venivi selezionato ti facevi un giorno fuori senza giustificazione! E sai cosa mi succedeva immancabilmente il giorno della campestre? Venivo interrogato...perchè per la campestre non sono mai stato selezionato!!!!
Il mio periodo delle campestri e' stato durante gli anni 80'; in effetti ora che mi ci fai pensare la tua faccia ha qualcosa di familiare. L'insegnante che ci scarrozzava in giro era un tipo simpatico coi baffoni, ma il nome non lo ricordo proprio. Per qualche anno mi sono allenato agli ASSI e a Sorgane con il Ciani, non e' che bazzicavi da quelle parti?
Carissimi Paky e Stefano io fino a 11 anni fa ero proprio uni diu quegli inseganti che lottava con i presidi e gli altri colleghi per prtare a correre le campestri oltre che per organizzarle nelle mie varie scuole. Stefano se eri alle scuole medie prima del 1999 sicuramente mi avrai visto. Paky le campestri sono troppo importanti e divertenti. Attivati e prova a correrne qualcuna. fammi sapere
Che bei ricordi... in effetti ho iniziato proprio cosi': preso dal professore di Educazione fisica, portato all'Ippodromo delle Cascine e rispedito a casa col fango fino sopra i capelli.
Si ricordo anche io, .... a scuola si parlava di campestri ecc... ma in 3° media ero già abbondantemente sopra i 70kg quindi per me.... niente!!!
Sono quasi tre anni che gareggio e non ho mai fatto un cross, odio sporcarmi troppo ed ho paura di farmi male ed interrompere gli allenamenti.
Ricordo che a scuola litigavo con in prof. di educazione fisica, insisteva con il salto in lungo ed io non volevo sporcarmi di sabbia le mie care scarpe da ginnastica.