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Il blog di Giorgio Garello

Giorgio Garello - nato a Milano nel 1965, atleta tesserato FIDAL che pratica l'Ultramaratona, gare di corsa a piedi con distanze superiori ai km.42, 195. E' istruttore di FIT WALKING e di NORDIC WALKING; Negli anni ha sviluppato una grandissima esperienza nelle calzature e nell'abbigliamento da running, grazie anche ai test negli allenamenti giornalieri e allo studio di prodotto.

Mercoledì 13 Gennaio 2010

Intimo running & outdoor

Chi ha già superato la quarantina ed ha avuto la fortuna (o la possibilità) di aver praticato atletica leggera in gioventù -ma anche altri sport all’aria aperta- si ricorda sicuramente che d’inverno si usavano maglie e calzemaglie in lana per ripararsi dal freddo, magari anche sotto la tuta.

La lana ha caratteristiche ineguagliabili per quanto riguarda il mantenimento del calore corporeo e chi ha fatto il militare, ad esempio l’Alpino, non può non ricordare maglie e mutandoni di lana usati d’inverno sotto la mimetica, certamente brutti da vedere ma funzionali per ripararsi dal freddo.

La caratteristica di conservare il calore veniva mantenuta anche quando la lana diventava umida e questo era un vantaggio, ma oggi non si può non considerare gli aspetti negativi che la lana comporta quando umida o bagnata, infatti pesa anche molto di più oltre ad irritare la pelle in confronto di materiali di ultima generazione. Da escludere assolutamente, quando fa freddo, l’utilizzo sulla pelle di magliette in cotone poiché quando si bagna di sudore, il cotone, diventa un conduttore del freddo e non trattiene il calore corporeo.





Oggi, che come accennato, ci sono materiali sintetici con elevate qualità di termoregolazione oltre l’elevata velocità di dispersione dell’ umidità, il confronto con la lana è decisamente a favore dei capi tecnici e sintetici. Questi trovano sempre maggior diffusione negli sport outdoor invernali ma anche negli altri periodi dell’anno.

Ma quali sono i filati e i tessuti che rendono così particolari questi capi?

Polipropilene, Poliammide, Poliestere, Elastane, Lycra, Microfibre agli Ioni d’Argento, sono i nomi più comuni dei prodotti che una volta lavorati e filati servono per realizzare questi capi.





Questi filati in particolari abbinamenti e in specifiche percentuali compositive con caratteristiche che enfatizzano la termoregolazione corporea piuttosto che la traspirabilità o la dispersione dell’ umidità, a seconda del produttore, hanno nomi diversi come Coolmax, Supplex, Dryarn.

Da evidenziare che esistono anche altri tessuti particolarmente performanti e con caratteristiche che migliorano ulteriormente le condizioni d’uso rispetto a quelli citati, ma sono ideali per attività dove si raggiungono temperature ben al di sotto dei 10° sottozero come ad esempio lo sci da discesa, lo sci di fondo o l’alpinismo e a prezzi decisamente sopra la media.





Ad ogni modo, per correre d' inverno nella nostra area mediterranea, i prodotti che nascono dai tessuti indicati sono ben più che sufficienti.

Intanto è necessario considerare lo spessore con cui i tessuti vengono lavorati, e questi normalmente hanno una grammatura che va dai 150 ai 250 gr. per metro quadro, che è l’unità di misura con cui si valuta lo spessore dei tessuti e non solo di quelli tecnici.

Queste caratteristiche di peso e spessore permettono al capo di essere morbido e avvolgente per accoppiarsi come una seconda pelle con un fitting (vestibilità) di elevato livello.





Proprio grazie al contatto diretto con la pelle il Polipropilene svolge al meglio la sua principale funzione di termoregolazione e di mantenimento del calore corporeo.

Il filato è accoppiato verso l’esterno con il Poliammide che accellera l’estrazione dell’umidità del sudore dall’ interno verso l’esterno grazie anche al particolare disegno della trama ad imbuto, larga a contatto con la pelle e sempre più fitta verso l’esterno. Questo particolare è quasi impossibile da vedersi ad occhio nudo perché è riferito a misure veramente piccole.

Con lo stesso sistema è possibile realizzare capi con una trama dal disegno molto particolare che crea tante piccole “bolle” , nelle quali tra tessuto e pelle, l’aria che le “riempe” stabilizza la temperatura. Questo permette di azzerare la possibilità che un cambiamento repentino verso il basso della temperatura atmosferica influenzi la temperatura della pelle evitando realmente di “sentire” il freddo.





I filati in Polipropilene hanno però il limite di essere poco elastici e quando la loro percentuale supera il 50 -60% (capi invernali) proprio per aumentare al massimo le proprietà di termoregolazione, è necessario aggiungere del tessuto Elastame (2-3%) per mantenere un fitting elevato. Anche la Lycra permette di aumentare l’elasticità del tessuto, ma normalmente non è utilizzata in ambito sportivo-agonistico.

Una caratteristica importante da non trascurare su questo tipo di abbigliamento riguarda le cuciture.

Queste se presenti devono essere piatte e anti abrasione, o meglio ancora del tutto assenti. Questo è possibile grazie al particolare confezionamento del capo in modo tubolare con vestibilità altamente ergonomica nelle aree di maggior piega come ad esempio le zone ascellari o pubiche.

Nei capi di livello non sono presenti neanche le etichette relative alla composizione/taglia del prodotto, che sono invece riportate direttamente nella trama del tessuto come fossero un ricamo.





Un accenno infine sulla Microfibra agli Ioni d’Argento, la cui funzione se utilizzata anche in minima parte, serve a evitare i cattivi odori dei tessuti impregnati di sudore grazie ad un azione antibatterica.

E’ abbastanza naturale pensare all’uso di capi intimi solo d’ inverno, ma mi preme sottolineare che in condizioni climatiche calde e con grammature/spessori inferiori, le qualità di evaporazione del sudore e di termoregolazione trovano situazioni estremamente favorevoli soprattutto in allenamento rispetto ad esempio al cotone che si avverte sempre bagnato sulla pelle.



In conclusione, e supportato dai commenti dei nostri testimonial,  voglio sottolineare come la combinazione di questi materiali innovativi, la trama dei tessuti, i test, i suggerimenti dei nostri professionisti sportivi, hanno consentito ad ASICS di sviluppare la linea di prodotti HPF (High Performance Fit) realizzati in Seamless (senza cuciture) in grado di rispondere alle esigenze sportive più estreme.

 

16 commenti

Ste ha detto...

Ho preso lo scorso anno la under mid bianca.
Confermo la recensione del buon Paky: FANTASTICA.
Non sono ancora riuscito a trovare la under heavy nera.
Stasera ci riprovo!

paky ha detto...

ho beccato la MID a 20€, bianca però, la volevo nera o grigia.

Giorgio ha detto...

Questa linea è esclusiva di ASICS ITALIA.
tra l'altro con un rappoto qualità prezzo interessante rispetto alla concorrenza.
Sara, non la trovi negli States, dove potresti trovare altro materiale simile.....

Sara ha detto...

devo assolutamente comprare dell'intimo da corsa, peccato che ho difficoltà a trovare negozi ben forniti :(
mi sa che ancora una volta farò man bassa negli stati uniti!
voglio la maglia nera a meniche corte!

paky ha detto...

ok, presa anche la mid, sempre bianca

paky ha detto...

l'ho provata stamattina: semplicemente FANTASTCA!!!

bel senso di compessione non costrittivo, bel senso di asciutto anche se la maglia toccandola era bagnata all'esterno, molto confortevole.

credo ne prenderò un'altra, forse la mid.

paky ha detto...

quella che ho preso io di listino dovrebbe stare sui 38-40€, la mid a manica corta sui 35-38€.

gigi ha detto...

si può sapere quanto costano? io ho del intimo per lo sci di fondo, ma forse col avvicinarsi della primavera dovrò mollarlo. paki tu quanto l'hai pagata la tua?

paky ha detto...

Ok, cambiata con xs/s ma di colore bianco, la negoziante non vedendo i pallini bianchi e gli altri inserti credeva fosse un altro modello e mi aveva detto che non c'era.

Giorgio, mi ha detto che lei era contraria a prendere l'intimo ma il marito ha insistito ed è andato letteralmente a ruba!!!!

Domani la provo!!!!

Giorgio ha detto...

ops... hai ragione paky, ho confuso la tua segnalazione con altra ricevuta via mail....
resta valido il suggerimento di parlare con il negoziante...

paky ha detto...

no no Giorgio, ho preso proprio quella a manica lunga di Schwarzer nel colore grigio, non quella di Baldini e fa tutto quello che dici tu, pieghe sulle braccia e collo largo.

Mannaggia alla miseria!!!!

Giorgio ha detto...

x paky: considerando che hai preso quella a manica corta tutto sommato secondo me ti salvi. dovrebbe restare abbastanza aderente sebbene tu sia bello magro. Diverso sarebbe stato con la manica lunga che avebbe fatto diverse pieghe sulle braccia (fastidiose) e il collo a lupetto avrebbe potuto essere un po largo... perdendo di efficacia.... infine puoi chiedere al negozio se sei in buoni rapporti, di riasssortire la taglia più piccola x fare il cambio.

paky ha detto...

si, c'era pure quella ma purtroppo devo fare i conti col bilancio familiare!!!!

Roberto TV ha detto...

bene bene . Giusto tra due settimane alla corsa di Vedelago tra i premi di partecipazione c'è un buono sconto del 15% da utilizzare al passsport.Adesso so come utilizzarlo, mi prendo quella che indossa Baldini.

paky ha detto...

presa la maglia che indossa schwarzer ma nel colore grigio.

l'ho provata a casa e mi sa che è grande, ho preso la L/M ma le XS/S non c'era, emmò???

paky ha detto...

Perfetto!!!!

Proprio oggi dovevo andare in un negozio per vedere qualcosa del genere.

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