Il blog di Giorgio Garello

Giorgio Garello - nato a Milano nel 1965, atleta tesserato FIDAL che pratica l'Ultramaratona, gare di corsa a piedi con distanze superiori ai km.42, 195. E' istruttore di FIT WALKING e di NORDIC WALKING; Negli anni ha sviluppato una grandissima esperienza nelle calzature e nell'abbigliamento da running, grazie anche ai test negli allenamenti giornalieri e allo studio di prodotto.

Venerdì 09 Ottobre 2009

This is Sparti.....



 


Prima di questa esperienza credevo che le cose, i sentimenti, potessero stare come su una moneta, cioè su 2 facce e su di un bordo.

Spesso allargavo il bordo per farci stare più cose possibili e che alla fine non erano nè da una parte nè da quell’altra.

Oggi penso che, dopo questa esperienza, la moneta potrebbe essere sostituita da una palla.


Le immagini, i pensieri, il “viaggio” come amo definire queste corse dalla 9 Colli Running dello scorso anno, generano sensazioni e considerazioni che non è giusto voler dividere per forza in maniera netta.


Lo stesso aspetto, osservato da situazioni emotive diverse può dare gioia o dispiacere e, nel saper cogliere questi elementi, secondo me, c’è la capacità che ognuno di noi ha per comunicare che correre è bello, sempre e comunque, con il sole e con la pioggia.


Sono tornato dalla Grecia, con mille e mille pensieri condizionati dalla promessa fatta e che vorrei avere la forza morale di mantenere, che questa era la mia ultima corsa così lunga, ma dico anche che andava portata a termine…



 


L’ultimo viaggio :


Mi sono fermato dopo 124 km di cui 109 corsi e 15 di fitwalking con il dubbio, passati diversi giorni, che non ho avuto sufficiente pazienza di aspettare ancora 1 o 2 ore nell’ipotesi che il muscolo cambiando il profilo altimetrico della corsa potesse migliorare. E’ vero anche che il riacutizzarsi di un infortunio invernale è comparso verso il 65°km e nei successivi 60 km non è migliorato…. anzi…


 



 


Le cose belle:




• Essere stato tra quelli che avevano i requisiti per essere ad Atene quel giorno per correre la SPARTATHLON,

• Aver pianto alla partenza dal Partenone,

• Partire per correre sulle strade dove ha corso la storia,

• Aver guardato il cardiofrequenzimetro, la prima volta,  dopo circa 2 ore dalla partenza,

• Aver “viaggiato” per 124 km …che con tutti i guai passati in preparazione non accadeva da 16 mesi,

• Aver dovuto preparare la corsa con un nuovo metodo di allenamento per superare i problemi della malandata “carrozzeria” che mi ha consentito comunque un buon recupero muscolare,

• Non aver sbagliato nulla nella logistica di gara, né per l’abbigliamento per la notte, né per i rifornimenti personalizzati,

• Avere con me l’idrolitina per farmi l’acqua gasata da bere,

• Aver lavorato sulla forza mentale che mi ha permesso di non subire mai la corsa nei 124 km,

• Essere stato “presente” in ogni momento,

• Non aver sentito la fatica, che pure c’era,

• Non essere stato schiavo del GPS o del cronometro né prima , né durante la corsa,

• La “mia” compagna più fedele del viaggio, la Gel Nimbus 11 bianca e azzurra,

• Il clima da squadra con gli altri italiani e con l’amico Paolo che non voleva esserci e invece ha finito la gara,

• Non essermi vergognato di inchinarmi in segno di assoluto rispetto all’arrivo di chi ce l’aveva fatta,

• Il rispetto degli Ateniesi e degli Spartani lungo le strade anche con il traffico caotico di una metropoli,(Atene),

• I bambini dei villaggi attraversati che correndoci accanto chiedevano l’autografo onorandoci come antichi guerrieri,

• Aver pianto sull'aereo che mi riportava a casa,

• Gli amici, i conoscenti, i colleghi che in tanti modi mi hanno sostenuto e hanno tifato per me,

• Gli incitamenti del prima e i commenti del dopo, di voi che frequentate del forum,

• Il rispetto di coloro i quali non hanno mai corso più di 43 km o anche solo più di 21 km…

• Il rispetto di chi ha concluso e ha capito la sofferenza di chi non ce l’ha fatta,

• Aver provato 10 giorni dopo a corricchiare ed avere ancora male esattamente lì dove avevo male quella notte.

 





Le cose brutte o … meno belle:




• L’occasione mancata,

• Il riacutizzarsi dell’ infortunio al Bicipite Femorale Sinistro del Dicembre 2008,

• La promessa che andrà mantenuta,

• Lo stimolo degli amici a riprovarci magari tra 2 anni perché non è da me non provarci almeno 2 volte,

• La personale delusione di non avercela fatta,

• Non aver portato la “mia” Gel Nimbus 11 al traguardo, lei mi ci avrebbe portato !!!

• Il dubbio di non aver aspettato oltre prima di fermarmi anche se dolorante,

• Il ginocchio destro gonfio (ma tanto questo lo sapevo),

• L’odore acre delle raffinerie di petrolio all’ uscita di Atene,

• I lampi e i fulmini all’orizzonte nella notte e nella direzione della corsa,

• L’odore nauseante lungo le stradine dopo Corinto di cani e gatti morti a bordo strada,

• Aver (forse) disatteso le speranze di persone per me significative…





Il sapore del sudore, il sale della corsa:


Questa corsa non ha fatto altro che ricordarmi come negli anni ho scoperto, km dopo km, che ero in viaggio con me stesso, viaggio iniziato oltre 10 anni fa quando correndo ore nei boschi mi sono scoperto corridore di distanze lunghe quando ancora non erano di moda.

La fortuna, la costanza, la gioia di correre nella fatica mi ha fatto raccogliere risultati inaspettati tanto da pensare di essere in costante debito verso la corsa e mai in credito, anche adesso.

Ma queste cose hanno un prezzo da pagare e riguarda la carrozzeria che ogni volta resta segnata da una nuova fatica, da una nuova cicatrice.

La cosa che resta difficile da far comprendere è che non è indispensabile un fisico da super uomo per queste corse, serve piuttosto una scelta dedicata al correre a prescindere dal risultato, serve accettare di correre in solitudine, serve la consapevolezza che far fatica in allenamenti “eterni” fa parte del gioco.

E il gioco deve restare tale, utilizzando solo ciò che il normale corso delle cose mette a disposizione per recuperare gli allenamenti e le gare usate per allenarsi.

Questo non per dimostrare la propria forza ad altri, ma per trovare quello spirito di assoluto equilibrio con il proprio mondo, con i propri affetti e con il proprio lavoro.

Lo stesso spirito che è nel DNA dell’ azienda per cui ho la fortuna di lavorare, lo spirito orientale che si riassume nella cultura latina dell’ Anima Sana In Corpore Sano.


 Ecco perché sono in debito con la corsa, ecco perché le cose belle sono di più….





 

12 commenti

marzio ha detto...

Racconto bellissimo. A soli 10 giorni dalla maratona di Venezia, leggere i tuoi pensieri riferiti alla corsa mi è d' aiuto.

Vito ha detto...

Negli ultimi 7 km dei miei modesti 42, mi sei venuto in mente tante volte.
Grande!!!!

Ste ha detto...

Maturita' e' capire che e' arrivato di ritirarsi per non provocare danni gravi e magari difficilmente riparabili.
La grandezza di un uomo e di un atleta emerge anche e soprattutto da queste scelte difficili.
Bravo Giorgio...

pod4passion ha detto...

Grazie del racconto Giorgio,hai vissuto un esperienza che pochi riusciranno a vivere come attori principali.

Non sei riuscito a vedere il film fino alla fine,ma "The show must go on!!!"

daniele ha detto...

Grande Giorgio, grande atleta, ma sopratutto grande uomo!!
Il tuo racconto mi fà vergognare, delle mie debolezze sportive, cercherò di trarne valide motivazioni!!!

paky ha detto...

Giorgio, ti ringrazio per avermi fatto scoprire a che serve il tasto F5 della tastiera.

Scherzi a parte, quello che volevo dire l'hanno già detto i miei amici ed altro non mi viene in mente.
Ciao,
Pasquale.

Marcolino ha detto...

Queste parole dovrebbero essere d'esempio per tutti... Davvero splendide!!!

beppe ha detto...

ciao giorgio, bellissimo il tuo racconto sono rimasto estasiato dalla tua perfetta "arte del comunicare" sarai un esperto in materia, sicuramente, oltre ad essere un valoroso guerriero e un uomo a 360 gradi; considerando che non e' la rpima volta che ti scrivo e che mi rispondi... potrei solo aggiungere che sei stato bravissimo, hai corso e non hai voluto rischiare oltre sai perche'? perche' ci puoi riprovare. ciao giorgio.

nino ha detto...

Chi non pratica questo sport, non può capire quanto di grandioso, unico e coraggioso hai fatto. Mi dispiace solo che il tuo infortunio ti abbia privato ancor più di una gioia immensa. Comunque alla prossima ti rifarai con gli ineressi, perchè lo sò che ci riproverai, le persone come te non mollano MAI.
Ciao GRANDE

CorriCorrado ha detto...

Mi metterei seduto sul pavimento, ad ascoltare il tuo racconto per ore; anche se tu raccontassi la stessa cosa, ciò che dici parla delle sensazioni che solo poche persone possono avere, anche noi confronti della corsa.
Credo che non tutte le persone che corrono abbiano la stessa maturità che ci hai dimostrato, anche nel portare a compimento la promessa. E non sono i km a costriure un uomo come tu sei.

Valentino ha detto...

Queste corse hanno un che di epico, solo il fatto di terminare la gara ti deve dare una ricompensa incredibile.
Mi è dispiaciuto moltissimo il fatto che tu non abbia potuto gioire del risultato ottenuto dopo tanta sofferenza.
Spero che al prossimo tentativo sarai in condizioni migliori e porterai a casa questa soddisfazione!

Sara ha detto...

grazie del tuo racconto, lo aspettavo con ansia, e come tutti quelli che quel giorno sono rimasti incollati al tasto F5.

quello che penso riguardo la tua esperienza credo di avertelo già detto. in ogni caso tu c'eri, e non è da tutti. arrivare alla fine sarebbe stato più bello, ma credo che questa esperienza ti abbia comunque lasciato tante cose.

unico rimprovero: la prossima volta avvertici prima di partire! :)

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