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Il blog di Fulvio Massini

FULVIO MASSINI - Training Consultant. Intorno ai 16 anni mi accorsi di avere il "morbo della corsa", nel senso che iniziai a correre. Dopo aver ricoperto innumerevoli incarichi come tecnico e aver corso diverse maratone, finalmente lavoro a tempo pieno con i podisti, e con tutti coloro che desiderano conoscere i benefici di una razionale ed individualizzata pratica sportiva. "Correre per star bene" è il mio motto.

Giovedì 18 Giugno 2009

Correre con il caldo - 1° parte

Basta aprire le pagine di un giornale, accendere la televisione, ascoltare la radio per scoprire che tutti vogliono metterci in guardia dal cambiamento di clima. Giusto! Noi gente di sport, non possiamo non essere attenti ai problemi che questa mutazione potrà creare, ma al tempo stesso vogliamo cercare di viverla in modo ottimale in funzione del tipo di attività fisica che ci piace praticare. Sarebbe un errore “piangersi addosso” e rinunciare a fare attività fisica solo perché fa un po’ piu’ caldo degli anni precedenti. Siamo in una stagione, l’estate, in cui il problema di correre al caldo è piu’ che mai attuale. Veniamo da un inverno che non è stato, possiamo affermare con tranquillità, un inverno. Infatti le giornate di clima freddo sono state veramente poche se non addirittura assenti in qualche parte d’Italia . In compenso però ci siamo subito trovati ad affrontare il caldo. Bene proprio del modo migliore di correre in questo tipo di condizioni andremo ad occuparci. Il mio obiettivo è quello di darvi una serie di “dritte” per correre divertendovi senza soffrire ed al tempo stesso ottimizzare i vostri risultati o in relazione allo star bene o in termini piu’ pratici cercando migliorare le proprie performance agonistiche.




L'aumento della temperatura.


Normalmente, come è risaputo, la temperatura dovrebbe essere di 37° C . Durante l'attività fisica tale valore tende ad aumentare di alcuni decimi di grado. Il “range” di temperatura varia infatti dai 36,1 ° C ai 37,8° C. L’aumento della temperatura dipende da fattori metabolici, dall’attività fisica e dall’ambiente dove si vive. L’utilizzazione degli alimenti che mangiamo, per fornire energia, produce calore come qualsiasi tipo di attività fisica. Correre al caldo porta ad un aumento della temperatura maggiore rispetto a correre al freddo. L’aumento della temperatura corporea è quindi molto importante perché consente l'attivazione dei meccanismi necessari alla produzione ed all’utilizzazione dell’energia. Il problema nasce quando la quantità di calore prodotto dall’organismo eccede la quantità di calore disperso. Dovremo quindi far sì che ci sia un bilanciamento fra calore prodotto e calore disperso.Se la temperatura dell’organismo diventa troppo elevata possono crearsi seri problemi per la salute.




Il ruolo del sangue.


E’ difficile collegare la regolazione della temperatura al sangue. Ebbene il sangue ha il fondamentale compito di portare il calore prodotto all’interno dell’organismo verso l’esterno ovvero verso la cute. L’abbassamento della temperatura interna avviene attraverso quattro meccanismi che vi illustrerò qui di seguito.


La conduzione.


Senza andare ad usare terminologie complicate cercherò di spiegarmi con un esempio. Se tocco una stufa accesa sento bruciare la mano perché il calore della stufa ha trasmesso il suo calore alla mia mano ( G.N. Biscotti). Se tocco il plantare di una scarpa al termine di una corsa lo sento caldo. Ciò significa che c’è stata conduzione di calore fra i piedi e la scarpa. Questi due esempi costituiscono il funzionamento del meccanismo di conduzione in virtù del quale il calore si propaga fra i solidi.


 La convenzione.


Il calore del corpo viene in pratica trasferito all’aria o all’acqua. Quanto piu’ si muove l’aria quanto piu’ calore viene disperso nell’aria. Ecco perché è piu’ piacevole correre con una brezzolina che quando non tira un alito di vento. Per questo motivo i ciclisti possono permettersi di andare in bici nelle ore piu’ calde della giornata mentre ai podisti, come vedremo è estremamente sconsigliato. Quindi quando la temperatura dell’aria è piu’ bassa di quella del corpo, questo si raffredda usando in parte anche questi due meccanismi. Una curiosità: la capacità di dispersione del calore in acqua è di 26 volte superiore rispetto a quella in aria. Attenzione in ambiente molto caldo conduzione e convenzione possono fare assumere calore all’organismo non disperderlo. Quindi questo è già una prima indicazione pratica. Correre in ambiente molto caldo può essere pericoloso.


L’irraggiamento.


Molti autori definiscono questo meccanismo come quello principale per liberare dal calore l’organismo. Ad una temperatura fra i 21 ed i 25° l’organismo disperde il 60% del calore per irraggiamento. Sicuramente non ce ne rendiamo conto ma noi emaniamo raggi infrarossi che si rendono necessari per fare uscire il calore dal corpo. Se stiamo seduti su una sedia per un po’ di tempo, quando ci alziamo sentiamo cha la sedia si è riscaldata. E’ questo uno esempio che conferma come il calore si propaghi per irraggiamento. Con lo stesso meccanismo noi assumiamo anche calore dal sole. Meno “filtri“ ci sono, piu’ i raggi infrarossi ci arrivano addosso e piu’ velocemente aumenta la temperatura del corpo.


L' evaporazione.


Durante l’attività fisica l’80% del calore viene allontanato per evaporazione. Ma per evaporazione si perde anche un 10% di calore attraverso i polmoni, la cute, le mucose. Durante la corsa aumenta la temperatura del corpo di conseguenza aumenta la produzione di sudore che evapora una volta raggiunta la cute. Piu’ alta è la temperatura, piu’ elevata è la evaporazione. L’evaporazione di 1 l di sudore corrisponde alla dispersione di 580 kcal (J.H Willomore e D.L Costill). Tutti noi praticanti la corsa ci saremo accorti come al fine del nostro raffreddamento “ad acqua “ ovvero attraverso il sudore sia importante il livello di umidità che c’è nell’aria. Infatti piu’ alta è la quantità di acqua che c’è nell’aria (umidità) piu’ difficile è l’evaporazione ovvero la di dispersione del calore. Viceversa se l’aria è secca , il sudore evapora e questa è decisamente una situazione piu’ favorevole per poter correre. Per diversi anni ho accompagnato podisti a correre nel deserto del Saahra, ebbene i 25-27° c erano molto meno fastidiosi di 25-27° c delle città italiane. I podisti nel deserto producevano sudore che evaporando non dava fastidio Dalle nostre parti infatti l’aria è carica di acqua, ed è facile trovarsi con gli indumenti intrisi di sudore, avere maggior fastidio proprio perché l’evaporazione è ridotta al minimo.


 


- continua -


 

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