Martedì 12 Maggio 2009
LA MARATONA DI BOSTON....la mia - 1° parte -
Avevo corso l’ultima maratona nel 2004 a Berlino, poi da allora per una serie di motivi non ero riuscito a trovare la giusta motivazione per rimettermi ancora una volta “a macinare chilometri“.
La decisione di correre una maratona nel 2009 l’ho presa nell’estate del 2008 durante uno dei miei Training Holidays all’isola d’Elba, per l’esattezza dopo aver fatto in un pomeriggio di agosto prima il giro di Monte Orello e poi a seguire il giro di Capostella, totale km 25 circa. Pensai subito a Boston perché conoscevo questa gara per aver accompagnato gruppi, per aver letto la storia del mitico John Kelly, che ha partecipato per 61 volte a questa maratona dal 1928 giungendo 58 volte al traguardo, vincendo nel 1935 e nel 1945, 7 volte secondo, 18 volte nei primi 10, ed ha corso la sua ultima maratona nel 1991 all’età di 83 anni..
Boston è anche la città di un altro mitico personaggio: Bill Rogers più volte vincitore della maratona di Boston e di New York quest’anno anche lui in gara; inoltre essendo stato a Boston avevo capito quanto questa città amasse la propria maratona. L'entusiasmo dei maratoneti e della gente comune mi aveva contagiato e mi ero promesso di correrla almeno una volta nella vita. Quasi 30 fa, il 22 settembre del 1979 avevo corso la mia prima maratona quella del Mugello e avevo voglia di confrontarmi e cercare di rivivere almeno in parte le emozioni di quel giorno, in gara, ma anche in allenamento.
Nel settembre 2009 rivolgendomi ad agenzia specializzata in viaggi per le maratone, la mia idea di andare ad accompagnare un gruppo e di correre la maratona di Boston si concretizza e , programmo sempre più accuratamente la mia partecipazione alla storica “Boston Marathon”.
La gara
L'organizzazione l'ho definita "maniacale" ovvero perfetta. Passione profonda e professionalità di altissimo livello si fondono in modo impeccabile. Un esempio: i rifornimenti prima si trovano a destra poi dopo 100 m circa di vuoto si trovano a sinistra. Questo sistema permette di non avere mai affollamento al ristoro e consente a tutti di poter correre senza dover attraversare la strada per prendere il bicchiere con il rifornimento.
II percorso è impegnativo, la discesa di inizio gara è molto più leggera di come appare nel profilo altimetrico; tanto per capirsi è meno pendente di quella che da piazzale Galilei porta verso Firenze nella maratona di Firenze. Fino a oltre la mezza maratona è un continuo di leggeri saliscendi.
La salita più impegnativa è verso il 26 km. Si fa una curva e si sale per 300-400 metri su una salita di pendenza come quella di porta romana a Firenze, quindi non è ripidissima è molto corribile anche se impegna un po' i muscoli che a quel punto hanno fatto già un po' di km.
Si prosegue poi su saliscendi leggeri fino al km 32 quando inizia Heart Break Hill ovvero la collina spacca-cuore. E' bene chiarire che non si tratta di salita con pendenza del 20%, ma di 800 metri di strada con pendenza molto corribile, molto simile alla salita del Campeggio della Roma Ostia. L'HBH non è la salita più dura della maratona di Boston, si chiama cosi perchè, durante una maratona di Boston di tantissimi anni fa John Kelly proprio in questo punto, mentre era in testa alla gara venne superato da una altro podista che poi andò a vincere la gare. John ci rimase molto male ed allora si dice che "gli si spezzo il cuore".
Dopo HBH continuano i leggeri saliscendi, dal 36mo km in poi c'è anche qualche tratto di pianura. L'ultimo saliscendi si trova nell' ultimo km poco prima di entrare in dirittura di arrivo in Boylston Strett.
- continua -









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