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Il blog di Fulvio Massini

FULVIO MASSINI - Training Consultant. Intorno ai 16 anni mi accorsi di avere il "morbo della corsa", nel senso che iniziai a correre. Dopo aver ricoperto innumerevoli incarichi come tecnico e aver corso diverse maratone, finalmente lavoro a tempo pieno con i podisti, e con tutti coloro che desiderano conoscere i benefici di una razionale ed individualizzata pratica sportiva. "Correre per star bene" è il mio motto.

Venerdì 03 Aprile 2009

UNA MARATONA IN MODO SEMPLICE - 1° parte

Gli amici che praticano il nostro sport appartengono alle categorie più disparate. Non mi riferisco alle categorie della FIDAL o degli altri enti di promozione, necessari soprattutto per effettuare una differenziazione per età tale da consentire di effettuare adeguate classifiche e premiazioni. Una differenziazione, a pensarci bene, è causata anche dal tempo a disposizione per allenarsi, dalla voglia di impiegare una più o meno elevata quantità di energia fisica e psichica da dedicare all’allenamento. Moltissimi, è vero, si pongono come obiettivo principale quello di ottenere una buona prestazione cronometrica sulla mitica distanza dei 42,195 m. Al tempo stesso, sono moltissimi coloro decisi ad arrivare al traguardo senza aver speso una eccessiva quantità di energia fisica e psichica in allenamenti, per loro, eccessivamente frequenti, e stressanti. C’è chi per correre la maratona è disposto a “spendere” una buona quantità di tempo ed è disposto ad impegnarsi in allenamenti importanti sia sul piano della quantità, sia sul piano della qualità e c’è chi vuole cercare di ottenere il miglior risultato con il minimo impegno possibile. Sia chiaro: correre la maratona non è come andare in giro per vetrine a fare shopping, si tratta sempre di dover far sì che l’organismo si adatti a “stare sulle gambe” per un buon numero di minuti. Nelle righe seguenti, darò una serie di consigli rivolti a tutti coloro che per ragioni personali, non vogliono rinunciare alla soddisfazione di portare a termine una manifestazione podistica di 42,195, senza sfiancarsi in allenamenti impegnativi.

Correre in libertà. Se l’obiettivo è quello sopraindicato, tanto vale avere al polso solo un orologio che,al limite, può avere funzioni di cronometro. Oggetti più complessi pur utilissimi in molto casi, come ad esempio cardiofrequenzimetri, satellitari, segna passi, possono creare una specie di ansia da prestazione. Può infatti esserci la tendenza a controllare di continuo questi strumenti per verificare l’andatura o l’andamento delle pulsazioni cardiache. Per controllare l’andatura potrà essere usato il ritmo della respirazione. Correre ogni tanto su percorsi misurati ormai abbastanza facili da trovare potrà dare un indicazione sul ritmo da tener poi durante la maratona. Chi non ha a disposizione tratti di strada misurati potrà, controllare il proprio ritmo di corsa più o meno sporadicamente partecipando a qualche manifestazione podistica, magari sulla mezza maratona. I più fortunati, quelli che hanno la possibilità di correre su strade di campagna, potranno invece regolarsi sulle pietre miliari.

La musica. E’ sempre più facile vedere ragazze, ragazzi, ed anche persone non piu’ giovanissime correre con due auricolari che scendendo dalle orecchie collegati con i minuscoli Iphod. Chi corre ascoltando la musica, rinuncia ad ascoltare se stesso. Infatti uno dei fattori indubbiamente piu’ belli della corsa è la capacità di ascoltare il proprio corpo che “pulsa” durante il susseguirsi dei passi. Molti affermano che la musica scandisce il ritmo dei passi. Attenzione! La musica può distogliere dal giusto ritmo, lo può accelerare eccessivamente. Il consiglio è quindi quello di provare a scoprire come è bello correre ascoltando i suoni del proprio corpo, fattore questo che viene accentuato proprio nei lunghi allenamenti necessari per correre la maratona. Provate, vedrete come è bello.

 


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2 commenti

Ciao Corrado credo averti già risposto comunque riprovo.
L'ipod togli il gusto di correre, prova e vedrai che è bello correre asscoltando le tue sensazioni. In america lo sconsigliano. Buon allenamento con o senza hipod s'intende

CorriCorrado ha detto...

Ciao Fulvio, a quanto pare l'Ipod proprio non lo gradisci...Ma ti devo dare ragione; ho corso con Ipod nelle orecchie per un po', ma il passo in avanti l'ho fatto quando ho deciso di toglierlo ed ho iniziato ad andare con le mie gambe e solo quelle. Mi pare di aver letto che forse nella maratona di NY è vietato.
Io corro con il GPS, e devo dire che è diventato il mio compagno (per adesso fedele) di avventura. Dove va lui, vado io...Di performance per adesso poche, ma è una bella comodità!

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